GILLES VAN GRASDORFF LE PAROLE DEI DALAI LAMA IL MESSAGGIO DEI GRANDI MAESTRI AGLI UOMINI DI OGGI E DI DOMANI A tutti i miei amici tibetani, e in particolare a: Jetsun Pema, Tempa Tsering e figli, Dawa Thondup e famiglia, Ngawang e Phuntsok Dakpa e figli, Palden Gyatso e Kunsang Chophel, Topden Tsering e famiglia Wangpo Bashi e Djigme Dorji. A Louis de Broissia e Claude Huriet, Léon Zeches e famiglia, Noelle e Yves Duteil e famiglia, Kath, Jacques e Morgan Krischer, Dominique Jean-Élie, Fernando Perreira e Bernard Puolain, Jacques Chapellon e Alain Scherrer. E a Marie. Sappi che tutto è così: Come la luna in un cielo limpido Riflessa in un lago trasparente; Eppure la luna non è mai scesa fino al lago. Passo DEL SAMADHIRAJASUTRA LORD BUDDA Gilles Van Grasdorff LE PAROLE DEI DALAI LAMA ARMENIA Con la collaborazione di Tsering Dorji e Lobsang Tsering di Sonam Tsering e Ngawang Gelek Titolo originale dell'opera: Paroles des Dalai Lamas Traduzione di Nicoletta Spagnol Copyright Éditions Ramsay, Paris, 1996 Copyright 1997 Gruppo Editoriale Armenia S.p.A. Via Valtellina, 63 - Milano INTRODUZIONE Radicata nella teoria buddista della reincarnazione, la storia dei Dalai Lama è unica. Il Tibet, definito Tetto del Mondo, in occidente è sempre stato considerato inaccessibile, a causa dei monti, che si annoverano tra i più elevati. Su altipiani spesso spazzati dai venti, la popolazione conduce da sempre un'esistenza seminomade. Precedentemente alla diffusione del buddismo in Tibet, e molto prima dell'istituzione dei Dalai Lama, la religione bon era la più diffusa. Tale fede ebbe origine in una regione chiamata Chang-Chung, a ovest del Tibet; i suoi seguaci si dedicavano a profonde meditazioni e a studi alquanto protratti. Il cammino scelto dai tibetani per la pratica quotidiana del buddismo risale ai primi secoli della nostra era. In effetti gli storici tibetani ritengono che re Trisong Detsen (755-797) sia stato il primo vero diffusore del buddismo nel paese. Questi invitò anche celebri eruditi dall'India, pandit, perché vi traducessero testi e commentari, sutra 1 e tantra 2. Padmasambhava, che i tibetani chiamano Guru Rinpoche, intraprese dunque con i suoi discepoli la costruzione del primissimo monastero buddista del Tibet, Samyé, situato nell'alta valle del Bramaputra, tra Lhasa e Tsethang. In realtà in questa nuova corrente di pensiero il re vedeva soprattutto uno strumento politico e un principio unificatore di fronte alla nobiltà tibetana, ancora sostenuta dagli sciamani della religione bon. Nel 779 il buddismo viene dichiarato religione di Stato. Nel IX secolo, in Tibet il buddismo conosce un periodo di declino, particolarmente sotto il regno di re Langdarma, che ne intraprende una feroce persecuzione. Si noti che nella stessa epoca i buddisti sono perseguitati con altrettanta crudeltà in Cina (842-846). Con l'assassinio del sovrano da parte di un monaco, Pelgyi Dorjé, il Tibet vede estinguersi la dinastia degli Yarlung (dal nome dell'antica capitale) che si era protratta per otto secoli e a cui la storia e la leggenda attribuiscono trentatré sovrani. Bisognerà attendere il secolo XI perché il Tibet continui, grazie al buddismo, il suo sviluppo culturale. Maestri come Rinchen Sangpo (958-1054), Gyaltsen Sengge e Tsultrim Gyalwa di Nagtso si recano in India, dove invitano a recarsi in Tibet grandi letterati indiani, come Swami Dipamkara Shri Jnana - Atisha 3 (982-1054), originario del Bengala, Sakya Shri del Cachemire e Mriti Jnana. A questo secondo periodo risale una leggera divergenza tra il buddismo tibetano, rimasto più vicino alla fonte originaria, e quello indiano che, da parte sua, conoscerà altri sviluppi. Il primo può essere considerato il più autentico, anche se si è piegato, nella pratica secolare, ad alcuni adattamenti legati alle condizioni ambientali e ai particolarismi locali. Il clima, per esempio, ha portato i religiosi tibetani ad adottare abiti diversi rispetto a quelli indiani. Come definire il buddismo tibetano? Sua Santità il quattordicesimo Dalai Lama ci prova così: "Nella vita quotidiana le preoccupazioni assorbono la nostra attenzione e il tempo passa inesorabile, indipendentemente dal fatto che le nostre azioni siano buone o cattive. L'esistenza scorre e non si può tornare indietro; tuttavia ogni istante è unico e il mezzo migliore per viverlo con intensità è divenirne consapevoli. Dobbiamo esaminare il nostro atteggiamento mentale, e farlo quotidianamente, per ottenere risultati. "In tal modo capirete in che maniera funziona il vostro spirito, e con tale maggiore conoscenza scoprirete il modo per affinarlo. Progressivamente, metterete in luce le cause prime che vi spingono ad agire, e la consapevolezza di tali meccanismi vi consentirà di modificare il vostro comportamento, di trasformarlo e di migliorarlo. "Dovete considerare questi insegnamenti come gli utensili di base della vostra trasformazione e del miglioramento, così vi sarà possibile ristrutturare lo spirito in senso positivo, un po' come se l'aveste disposto in un laboratorio, dove vi fosse possibile osservarlo e impararne i meccanismi profondi, per modificarli all'occorrenza. Questo con lo scopo di migliorare, obiettivo a cui aspira ogni buddista. "Io credo che persone appartenenti ad altre fedi manifestino un sicuro interesse per la nostra religione e per le sue tecniche di meditazione, che sviluppano l'amore e la compassione. Costoro non guadagnerebbero forse molto, introducendo alcuni elementi del buddismo nei riti delle proprie tradizioni? "Dal punto di vista buddista, tutte le tradizioni e i loro insegnamenti concordano sul raggiungimento di uno stesso obiettivo: alleviare la miseria della vita umana e interrompere il ciclo dell'esistenza. In questo, sono tutte degne d'interesse, anche se utilizzano metodi diversi. "Il progresso verso il Dharma 4 passa attraverso vari approcci complementari chiamati yana (Veicoli), la cui base è formata dall'Hinayana (Piccolo Veicolo), il corpo dal Mahayana (Grande Veicolo) e la via tantrica dal Vajrayana (Veicolo del Diamante). In realtà quest'ultimo si inserisce maggiormente nello spirito del Mahayana, pur poggiando sull'Hinayana. "Il Piccolo Veicolo, Hinayana, fa appello innanzitutto al rigore. Fondamenti della via tantrica, le sue pratiche esigono molta attenzione e vigilanza nella meditazione; esso pone l'accento soprattutto sulla liberazione individuale e la realizzazione di questa tappa conduce verso una coscienza altruistica e universale. "Il secondo approccio si chiama dunque Grande Veicolo, Mahayana. Si tratta infatti, per un buddista, di diventare Bodhisattva, di essere colui che fa il voto di perseguire la propria pratica sulla via del Risveglio. Nel Grande Veicolo si tratta di sviluppare la saggezza e la compassione nelle sei perfezioni che sono il dono, la disciplina, l'energia, la pazienza, la meditazione e la conoscenza trascendente. "Una terza via, quella dei tantra, è l'esperienza dell'approfondimento della vacuità; la piena espansione può esistere soltanto dopo il passaggio attraverso di essa. Entrambe queste prime pratiche si sviluppano nella seguente, poiché la via dei tantra forma il culmine degli insegnamenti del Budda e la loro conclusione". Proprio come la vasta superficie delle Indie ha favorito lo sviluppo di università buddiste il cui stile d'insegnamento si differenziava in certa misura, il Tibet conta quattro stirpi - Nyingmapa, Kagyupa, Sakyapa, Gelugpa - che attingono tutte la propria legittimità dagli insegnamenti dell'Hinayana, del Mahayana e del Vajrayana, e li rispettano tutti. Quella dei Nyingmapa, istituita a partire dal VIII secolo, riunisce gli insegnamenti più antichi introdotti in Tibet da Padmasambhava. La stirpe dei Kagyupa, "quelli della trasmissione orale", è comparsa nell'XI secolo. Marpa, soprannominato il traduttore, riportò dalle Indie gli insegnamenti dei maestri indiani e li trasmise al suo celebre discepolo Milarepa. Il lignaggio Sakyapa, chiamato come il suo monastero d'origine, situato nell'ovest del Tibet, fu fondato da Khon Konchog Gyalpo nel XI secolo. I Gelugpa, "i Virtuosi", sono nati dalla riforma di Tsongkhapa 5, nel XV secolo. I buddisti tibetani si uniformano alle regole del Vinaya, seguite soprattutto dagli hinayanisti del Piccolo Veicolo; questi fanno ricorso alle scuole mahayaniste del Grande Veicolo e al pensiero tantrico per le pratiche più esoteriche. I Nyingmapa hanno un approccio detto della via diretta, i Kagyupa privilegiano la pratica individuale, i Sakyapa sono famosi per la perfezione dei loro riti e degli studi metafisici che conducono, i Gelugpa pongono l'accento sulla vita monastica e su studi filosofici approfonditi. Il Dalai Lama, principalmente legato alla stirpe Gelugpa, segue anche il percorso delle altre tre scuole. Ritorniamo a un altro periodo importante della storia del Paese delle Nevi; si possono infatti considerare determinanti per il Tibet la vita e l'opera di Gyalwa Sonam Gyatso (1543-1588). In particolare la cronaca racconta che nel corso di una spedizione condotta dai mongoli tumed contro una tribù nomade tangut insediata nell'Amdo, a nord del Tibet, tra i prigionieri dei tangut erano stati trovati due monaci Gelugpa... A quest'epoca regna sui mongoli un principe che sta invecchiando, Altan Khan. Con il loro atteggiamento, i due monaci riescono ad attirare l'attenzione del sovrano, persuadendolo a cambiare comportamento nei confronti della vita. Convinto delle virtù del buddismo, Altan Khan fa venire presso di sé Gyalwa Sonam Gyatso; l'incontro ha luogo nel 1578 ed è seguito dalla conversione delle nazioni mongole. Il principe, desiderando in seguito innalzare il lama al di sopra dei mortali, gli conferisce il titolo di Dalai, termine mongolo che significa "Oceano", sottinteso "di Saggezza", e il cui equivalente tibetano è Gyatso. Da allora i successori di Gyalwa Sonam Gyatso assumeranno la denominazione di Dalai Lama. Oltre all'origine del nome, in quest'avvenimento va letta un'altra informazione: una lezione che ci riporta al presente. Avvicinandosi ai mongoli, Gyalwa Sonam Gyatso prende posizione negli alterchi secolari dell'epoca, opponendosi virtualmente ai cinesi, di cui già teme le ambizioni egemoniche. In realtà è nel 1642 che, per la prima volta nella storia del Tibet, il Dalai Lama, capo spirituale, assume anche il potere temporale. Ngawang Lobsang Gyatso (1617-1682), quinto Dalai Lama, stabilisce la forma costituzionale che il governo tibetano avrebbe conservato fino al 1959. Egli organizza le gerarchie temporali e spirituali nel paese, e d'altro canto allaccia rapporti con la Cina, dove si reca su invito del primo imperatore manciù, Shun-Tse, che lo considerava suo maestro spirituale. Ne risulteranno circa due secoli e mezzo di rapporti cordiali, di vassallaggio reciproco fondato sul rispetto dell'autorità spirituale per gli uni, e del potere secolare per gli altri. Gli effetti delle riforme interne attuate da Ngawang Lobsang Gyatso saranno determinanti: raggruppamento dei feudatari sotto un'unica autorità, ristrutturazione del governo centrale, sviluppo del commercio che consente a colonie straniere, mongole, cinesi o nepalesi di stanziarsi sul territorio tibetano e alle arti e alle scienze di ricevere nuovo impulso. L'idea della reincarnazione è intimamente legata alla filosofia buddista. Senza essere un insegnamento del Budda, essa è comunque considerata dalla maggior parte degli asiatici, qualunque sia la loro confessione, come una realtà naturale, un fatto semplicemente evidente. L'apporto specifico del Budda è quello di aver mostrato il carattere illusorio delle concezioni che considerano la trasmigrazione di un "io" o di un'anima; si tratta piuttosto di una "energia cinetica", secondo la quale una vita deriva dalla precedente. Un essere, giunto a un grado elevato di evoluzione spirituale, al momento della morte dovrà dunque poter orientare questo flusso d'energia in una direzione precisa, dando origine a quello che in tibetano si chiama tulku, ovvero "lama reincarnato". Un tulku non è dunque lo stesso individuo del lama precedente, ma la continuazione attiva delle doti, della saggezza e delle benedizioni acquisite da costui. Tale fenomeno è sempre esistito nel buddismo, ma senza che gli si accordasse un'attenzione particolare. In Tibet si dovette aspettare il secolo XI perché un lama chiamato Karmapa indicasse le condizioni di comparsa del suo tulku, che ricevette perciò lo stesso nome del suo predecessore, dando così origine alla prima "stirpe di reincarnazione". Tale pratica, essendo stata appurata sia a livello spirituale che temporale, si è sviluppata nel corso dei secoli, dando in seguito origine alla stirpe dei Dalai Lama e a quella dei Panchen Lamafi. Religione o filosofia? Viene spesso tirata in ballo la questione del ruolo del buddismo nelle tradizioni spirituali dell'umanità e del suo statuto. In questa sede è opportuno intendersi sul significato delle parole. Paragonato alle tre religioni monoteiste derivate da Abramo, il buddismo appare diverso, ed evidentemente non appartiene a tale corrente di pensiero. Non teista, il che non significa ateo, il buddismo non afferma l'esistenza di un dio personale e creatore del mondo. Considera tale concetto privo di utilità immediata rispetto allo spirito del suo percorso, che è il raggiungimento della Libertà, reale e assoluta, nel Nirvana, ovvero nell'affrancamento dalla sofferenza e dall'errore, per se stessi e per gli altri. Se, per religione, si intende etimologicamente ciò che collega "orizzontalmente" nello spazio e nel tempo gli uomini tra loro e agli antenati, e che "verticalmente" consente di ritrovare il passaggio verso il principio trascendente e atemporale, o anche la propria natura interiore personale, allora il buddismo è una religione. Se per filosofia si intende il senso originario d'amore per la saggezza, che le dava Pitagora, il termine religione è perfettamente adatto a definire tale fede. Come il cristianesimo, il buddismo si è rivelato adattabile a ogni genere di società e di popolo; l'importanza vitale degli ordini monastici è comune a entrambi i credo Se si suscita una riflessione tra credenti delle diverse religioni, si vede molto rapidamente che esiste una profonda connivenza, nata dall'esperienza interiore, e un atteggiamento comune di estrema umiltà. Infine si possono notare alcune similitudini tra Gesù e il Budda, come le loro vite storicamente datate. Si tratta di uomini perfetti, considerati come modelli da seguire per raggiungere la salvezza o la liberazione... Gesù si definisce come la Via che dev'essere seguita, il Budda come colui che mostra il cammino da percorrere. L'idea di questo libro mi è venuta incontrando in varie occasioni Sua Santità il quattordicesimo Dalai Lama; insieme abbiamo evocato spesso la situazione del suo paese, il genocidio umano e culturale che vi si consuma. Nonostante la distruzione dei monasteri, le torture che subiscono ancora oggi i tibetani, laici e religiosi, il Dalai Lama crede sempre nella creazione di un mondo più pacifico, più umano e più bello. La maggior parte dei testi scritti dai Dalai Lama e da altri eruditi tibetani sono stati bruciati dagli invasori cinesi allo scopo di annichilire un'intera civiltà; cosa che spiega perché in questa sede siano assenti citazioni del quarto e ottavo Dalai Lama. Ora la cultura tibetana, una delle più antiche tradizioni dello spirito, appartiene al patrimonio dell'umanità; se scomparisse, il mondo intero ne sarebbe impoverito. Ecco il motivo principale per cui ho desiderato la realizzazione di questo volume. A Dharamsala 7, rifugio del sapere tibetano in esilio nel nord dell'India, ho potuto aver accesso ai testi sacri dei Dalai Lama, alla parte degli antichi documenti che hanno potuto essere salvati dalla distruzione. Grazie a tutti coloro che mi hanno attorniato in questo progetto e nonostante la difficoltà inerente a qualsiasi traduzione, in particolare da una lingua orientale verso una occidentale, spero di essere riuscito a riunire in quest'opera, pur conservandone la profondità e la poesia, l'essenziale del messaggio dei Dalai Lama agli uomini di tutti i tempi. GILLES VAN GRASDORFF NOTE DELL'INTRODUZIONE 1. I sutra sono le scritture che riferiscono gli insegnamenti originali del Budda. Assumono spesso la forma di un dialogo tra il Budda e i suoi discepoli, riguardo a un tema particolare. 2. I tantra sono gli insegnamenti e gli scritti che stabiliscono le pratiche del buddismo Vajrayana, corrente predominante in Tibet, anche chiamata buddismo esoterico in Cina e in Giappone. Gli insegnamenti tantrici sono basati sul principio della trasformazione della visione impura in visione pura, tramite il lavoro sul corpo, l'energia dell'essere e lo spirito. I testi tantrici descrivono abitualmente il mandala e le pratiche di meditazione associate a un particolare stato di risveglio o divinità. Il mandala descrive generalmente l'ambiente sacro dove dimora un Budda, un Bodhisattva o una divinità, che sarà visualizzato dal praticante nel corso di un esercizio tantrico. (Vedasi Bodhisattva, Budda, Vajrayana, Visione.) 3. Atisha (982-1054): Dipamkara Shri Jnana, superiore del monastero di Vikramashila ed esponente delle due grandi stirpi di trasmissione della Parola del Budda (Manjushri/Nagarjuna e Maitreya/Asanga). Invitato in Tibet, vi soggiornò negli ultimi tredici anni della sua vita. 4. Il termine sanscrito dharma ha parecchi significati. Dharma è la realtà che fonda i fenomeni. Buddhadharma è la spiegazione data dal Budda su tale Realtà. Buddadharma abbreviato in Dharma è il termine con cui i buddisti definiscono il buddismo. (Vedasi Dharma.) 5. Tsongkhapa (1357-1419): fondatore della tradizione Gelugpa. Le sue opere costituiscono la sintesi dei sutra e tantra, e chiarificano numerosi punti dottrinali divenuti oscuri ai suoi tempi. 6. Istituzione creata nel XVII secolo dal quinto Dalai Lama, Ngawang Lobsang Gyatso. Secondo personaggio del buddismo tibetano, il decimo Panchen Lama è deceduto nel 1989. La sua reincarnazione, Gedhun Choekyi Nyima, designato nel maggio 1995 da Sua Santità il quattordicesimo Dalai Lama, è un bambino di sette anni, attualmente detenuto a Pechino dalle autorità comuniste. Gedhun Choekyi Nyima è oggi il più giovane prigioniero politico del mondo. 7. Situata nello Stato dell'Himachal Pradesh, dal 1960 Dharamsala è la sede del governo tibetano in esilio e luogo di residenza di Sua Santità Tenzin Gyatso. Il Dalai Lama è considerato la reincarnazione di Chenrezig, Bodhisattva della compassione; il Panchen Lama è la reincarnazione del Budda Amitabha. I QUATTORDICI DALAI LAMA Primo Dalai Lama: Gendun Drub (1391-1475) Secondo Dalai Lama: Gyalwa Gendun Gyatso (1475-1542/1543) Terzo Dalai Lama: Gyalwa Sonam Gyatso (1543-1588) Quarto Dalai Lama: Yonten Gyatso (1589-1617) Quinto Dalai Lama: Ngawang Lobsang Gyatso (1617-1682) Sesto Dalai Lama: Rigdzin Tsangyang Gyatso (1683-1706) Settimo Dalai Lama: Kelsang Gyatso (1708-1757) Ottavo Dalai Lama: Jampel Gyatso (1758-1804) Nono Dalai Lama: Lungtok Gyatso (1806-1815) Decimo Dalai Lama: Tsultrim Gyatso (1816-1837) Undicesimo Dalai Lama: Khedrup Gyatso (1838-1856) Dodicesimo Dalai Lama: Trinlé Gyatso (1856-1875) Tredicesimo Dalai Lama: Thubten Gyatso (1875-1933) Quattordicesimo Dalai Lama: Tenzin Gyatso (6 luglio 1935-) Secondo il Budda, la condizione umana è suprema. L'uomo è padrone di se stesso e non esiste entità né forza più elevata che regoli il suo destino. Tramite lo sforzo personale, l'uomo ha il potere di liberarsi da ogni schiavitù. D'altronde Budda ha detto: "Conosci le sofferenze, benché non ci sia nulla da conoscere; abbandona le causa della sofferenza, benché non ci sia nulla da abbandonare; dedicati alla cessazione, benché non ci sia nulla che possa cessare; pratica i mezzi per pervenire alla cessazione, benché non ci sia nulla da praticare"... L'emancipazione dell'essere dipende dunque dalla sua comprensione personale della verità. Ciascuno è responsabile della propria felicità o sventura. Colui che saprà scoprire in se stesso l'autentica natura dei legami che determinano la concatenazione infinita delle cause e degli effetti, avrà spezzato il cerchio infernale e giungerà alla liberazione. Questo insegnamento, condensato nelle Quattro Nobili Verità, scoperto dal Budda al momento dell'illuminazione, racchiude l'essenziale del suo messaggio. A Abbandono Ho visto i neri effluvi infernali sommergere i dieci profumi virtuosi. Gli idioti si lasciano trascinare lontano da un attimo di piacere, Lasciandosi alle spalle i tesori durevoli. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Affetto Per perpetuare la tradizione familiare, a quarantacinque anni d'età mio padre sposò colei che sarebbe diventata mia madre, riconosciuta come la reincarnazione di Kunga Palmo, una yogin 1 che vari secoli prima aveva studiato presso Gyalwa Gotsang, conosciuta anche con il nome di Khadroma Drowai Zangmo. Fin dall'infanzia lei si ricordava delle incarnazioni precedenti. Giovanissima, aveva già una conoscenza completa dei tre tantra di livello più elevato, il Guhyasamsaja, l'Heruka e il 1 Persona che pratica lo yoga e la meditazione. Yamatamka, oltre che del culto del Budda della Medicina 2 e di parecchi altri insegnamenti tantrici... In particolare aveva attuato completamente le dottrine del Kalachakra 3. Era una grande adepta della meditazione e aveva ricevuto, direttamente dalla voce del primo Dalai Lama, molte delle conoscenze più importanti trasmesse oralmente a Ganden 4. Fu un grande privilegio essere nato dal seno di una praticante così perfetta, rivolta alla spiritualità. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA 2 Il Tibet ha un sistema tradizionale di medicina naturale e una particolare comprensione delle malattie che gli sono proprie. I medici tibetani riconoscono disordini che difficilmente la sola medicina può curare e raccomandano perciò pratiche spirituali da svolgere contemporaneamente alla cura medica. 3 Divinità e insegnamenti del buddismo tantrico tibetano. 4 Uno dei monasteri più importanti del Tibet, fondato nel XV secolo da Tsongkhapa. Ganden, "Montagna della Gioia", vera e propria città santa, fu abitato da varie migliaia di monaci, raggiungendo a volte fino a diecimila presenze. Questo simbolo della civiltà tibetana è stato raso al suolo dagli invasori cinesi al momento della Rivoluzione culturale. 5 Dottrina di azione politica non violenta esaltata dal Mahatma Gandhi all'inizio del secolo, in India... A Washington, il 21 settembre 1985, facendo riferimento alla dottrina di Gandhi, Sua Santità Tenzin Gyatso rilasciò una dichiarazione che oggi è considerata un progetto di pace e un programma di governo in cinque punti, all'interno della quale si configurava la trasformazione del Tibet in zona di pace. Nel 1975, il sovrano del Nepal aveva fatto la stessa proposta per il suo paese e ottenuto il sostegno di centodiciassette membri delle Nazioni Unite. Mikhail Gorbatchev aveva allora proposto a sua volta la demilitarizzazione della frontiera cino-sovietica in zona di pace e di buon vicinato. AHIMSA Propongo che tutto il Tibet, comprese le provincie orientali del Kharn e dell'Amdo, sia trasformato in zona Ahimsa 5, termine indù che indica una regione consacrata alla pace e alla non violenza. La creazione di una zona del genere perpetuerebbe il ruolo storico del Tibet: nazione buddista, neutrale e pacifica, e Stato cuscinetto tra le grandi potenze dell'Asia. Si potrebbe inoltre prendere in considerazione la proposta del Nepal, proclamare quest'ultimo Stato zona di pace, cosa che richiederebbe l'appoggio dichiarato della Cina. La proposta del Nepal avrebbe un impatto più rilevante se la fascia includesse anche il Tibet e le aree adiacenti. Per la creazione di una zona di pace in Tibet, bisognerebbe che le truppe cinesi si ritirassero e che le installazioni militari fossero distrutte; questo permetterebbe all'India di richiamare a sua volta le proprie truppe e di chiudere le basi militari delle regioni himalaiane limitrofe. Un accordo internazionale potrebbe soddisfare le legittime esigenze di sicurezza della Cina e permetterebbe di ripristinare la fiducia tra i tibetani, gli indiani, i cinesi e gli altri popoli della regione. Sarebbe nell'interesse di tutti, in particolare della Cina e dell'India, poiché questa politica consoliderebbe la capacità di tali nazioni di garantire la propria sicurezza e, d'altro lato, le alleggerirebbe del fardello economico legato al mantenimento di massicce concentrazioni di truppe sulle frontiere contese dell'Himalaya. Storicamente, i rapporti tra la Cina e l'India non hanno mai conosciuto tensioni rilevanti. Quando l'esercito cinese marciò sul Tibet, creò per la prima volta una grave tensione tra le due potenze; dalla guerra del 1962 continuano ad aver luogo numerosi incidenti. Il ripristino di buoni rapporti tra i due paesi più popolati del mondo sarebbe enormemente facilitato se questi fossero separati da una vasta regione neutrale animata da intenzioni amichevoli. Per migliorare le relazioni tra tibetani e cinesi, la necessità primaria è quella di stabilire un rapporto di fiducia. Dopo l'olocausto degli ultimi decenni, in cui perse la vita più di un milione di Tibetani, ovvero un sesto della popolazione, e per lo meno altrettante persone furono internate nei campi di prigionia a causa del proprio credo religioso e dell'amore per la libertà, soltanto un ritiro delle truppe cinesi potrebbe avviare un autentico processo di riconciliazione. La presenza di una forza d'occupazione ricorda quotidianamente ai tibetani l'oppressione e la sofferenza che subiscono. Il ritiro delle truppe sarebbe il segnale della possibilità di stabilire ulteriori rapporti sostanziali, basati sull'amicizia e sulla fiducia. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA AMICIZIA Per rivolgere lodi a un vero amico, non abusare di osservazioni adulatorie, ma prodiga piuttosto consigli chiari e benevoli, sul bene e sull'errore. Testimoniando in modo costante ed eccessivo la propria gratitudine, l'amicizia diminuisce d'intensità. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Diventare amico di persone difficili da capire, che si amano e si detestano in modo instabile, significa cercar rifugio in un'abitazione umida e devastata. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA AMBIENTE Devono essere fatti sforzi reali per salvaguardare l'ambiente naturale in Tibet. Il nostro paese non dovrebbe essere utilizzato per la produzione di armi nucleari e lo stoccaggio di scorie radioattive. I tibetani provano un grande rispetto per tutte le forme di vita e questo sentimento naturale è rafforzato dalla loro fede buddista, che proibisce di nuocere a qualsiasi essere, umano o animale. Prima dell'invasione cinese, il Tibet godeva di un ambiente ecologico unico e costituiva un santuario intatto, protetto dall'inquinamento. È triste constatare come, negli ultimi decenni, gli animali selvatici e le foreste del Tibet siano stati quasi totalmente distrutti dai cinesi; le conseguenze sul fragile ecosistema del paese si sono rivelate devastanti. Ciò che resta dev'essere preservato, ed è necessario impegnarsi perché il Tibet ritrovi il suo equilibrio ecologico. - La Cina non prevede soltanto di gettare nel nostro paese le proprie scorie, ma di accumularvi anche quelle di altri paesi, che fin d'ora hanno firmato accordi allo scopo di sbarazzarsi dei propri rifiuti tossici. Il pericolo è evidente. L'indifferenza e la negligenza cinesi di fronte all'ambiente delicato del Tibet costituiscono una minaccia diretta per la generazione attuale, ma anche per quelle future. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA AMORE Contempla tutti gli esseri senzienti, poiché tutti desiderano la felicità e rifiutano le sofferenze. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA L'amore deve nascere dalla volontà individuale di prendere coscienza, ripetutamente, delle sofferenze degli esseri senzienti. Per conferire intensità e vigore all'amore così provato, si deve sottolineare un certo modo di considerare gli altri, prossimo alla compassione; poiché, secondo la nostra natura, quando si vede un nemico allontanarsi dall'infelicità, è possibile non soltanto sostenere tale evoluzione, ma anche provarne una certa soddisfazione. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA La meditazione sull'amore dovrà inizialmente essere affrontata prendendo come modello di visualizzazione la propria madre. Poi, successivamente, il praticante visualizzerà suo padre, i congiunti, gli amici, gli sconosciuti, i nemici e tutti gli esseri dotati di coscienza. Egli li contemplerà, pensando che ciascuno di essi è stato sua madre in una vita anteriore; poi constatando che ora essi sono lontani dalla letizia, dovrà avere quest'aspirazione: "Possano conoscere la felicità e le sue cause. Possano sempre rimanere in essa". Il segno del fatto che si è progredito in questa forma di meditazione, è che si comincia ad auspicare la felicità di tutti gli esseri, con la stessa intensità con cui i genitori desiderano la gioia del loro unico figlio. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Tutti gli esseri dotati di coscienza ci sono stati genitori Nel corso delle innumerevoli vite anteriori; Medita su questo e dà origine All'amore e alla compassione per tutti. La radice della grande via dell'illuminazione È la meditazione sui due spiriti del Risveglio: L'aspirazione altruistica alla natura di Budda, Mezzo supremo per aiutare il mondo; La saggezza che percepisce direttamente L'Ultimo, la vacua natura delle cose. Abbi cari questi due strumenti, come gli occhi e le gambe. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Regola il corso della tua vita nell'amore, Proteggi la vita degli uomini, quella degli animali; Nutri la povertà, allevia la sofferenza. Nutrimento e bevanda, pillole e rimedi... NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA L'anno scorso, una messe verde e giovane... Finisce quest'anno in covoni avvizziti, Secca e curva; la giovinezza è invecchiata; Nelle terre del Sud, ci si saluta così. O amore mio, il mio cuore si spegne Al pensiero d'averti potuto sposare; Saresti al mio braccio, come il gioiello prezioso Che l'oceano scopre nelle pieghe dei suoi drappi. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Uno spirito onnisciente non sarebbe in grado di trovare un solo essere vivente Che nessun legame colleghi ad esistenze anteriori; Dunque... Ciascuno ha certamente fatto per te quanto tua madre in questa vita; Medita sugli esseri che ti sono stati genitori, poi... Ricordati sempre della loro bontà infinita. Sapendo che tutte le creature ci sono così vicine, In quale idiota non sorgerebbe l'augurio altruistico dell'illuminazione? Apprezza la loro bontà; quest'idea crescerà in te Quando, meditando sull'amore, non farai più differenza tra amici e nemici. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA APPARENZE Gli spiriti leggeri sfarfallano, senza soffermarsi, Verso attività senza importanza, E si lasciano sempre trascinare Laddove non desiderano recarsi. Ah! Una vita così preziosa è dunque sprecata, Se non si scorge che un bel fisico altro non è che artificio; Che qualsiasi cosa sia detta, le parole intrecciano sempre una trama di menzogne; Che l'essere più brillante in apparenza, in fondo non è che un idiota. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA ATTACCAMENTO Non entrare in vani alterchi. Non compiacerti di parole. Se possibile, pratica come ti è stato insegnato. E se lo farai, anche gli dei saranno appagati. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Accettare i desideri dell'amica che mi è cara Distruggerebbe la mia sola possibilità di accogliere il Dharma, Ma, raggiungendo l'eremitaggio, il mio ritiro solitario Certo le spezzerà il cuore tenero e affettuoso. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA La dolce adorata che mi amò di vero amore, Fu data a un altro da sposare. Di languore già tanto per lei soffro, Che, frustrato, ancor s'emacia il mio fragile corpo. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA AUGURIO Possa il mondo colmarsi di praticanti puri, Preparati nei tre campi, E impegnati nello studio costante del Dharma. Possano, fintantoché le esistenze del Samsara non saranno state eliminate, Restare presenti gli insegnamenti buddisti, Sempre e ovunque. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Possa tutta l'energia dei meriti Agire come un gioiello reale che esaudisce desideri Per i bisogni di tutti gli esseri viventi. Possa essa generare bontà e prosperità, Diffondendosi in tutti i regni dell'universo. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Da tempi immemorabili, io e tutti gli altri Abbiamo vissuto innumerevoli rinascite, E ogni essere senziente ci è stato genitore a più riprese, E ha dimostrato grande bontà verso di noi. Possa io guardare con amore, rispetto E compassione tutti gli esseri viventi, E sbarazzarmi delle abitudini egoiste alla radice. Preoccuparmi soltanto della felicità degli altri, Ecco la natura del cammino del Bodhisattva. Possa io avere il coraggio di mettere in pratica L'abbandono di ogni comodità personale A beneficio della felicità e del benessere del mondo. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA AZIONE Il Samsara designa il ciclo incontrollato delle nascite e delle morti (susseguirsi delle esistenze), in cui tutti gli esseri senzienti, condotti dalle azioni inopportune e dalle emozioni spesso distruttive, perpetuano la loro stessa sofferenza, la cui vera causa è il karma. Il Samsara si compone di tre mondi: quello esterno dei sensi, quello intermedio della forma e quello del senza forma. Nel primo, gli esseri apprezzano i piaceri materiali. Il secondo si divide in due parti: in quella inferiore gli esseri non provano più le impressioni sensoriali, ma gioiscono del godimento sereno della contemplazione interiore, mentre nella parte superiore si evolvono in uno stato che si avvicina all'indicibile. Nel terzo e ultimo mondo, gli esseri dimorano nella felicità permanente. In questa incarnazione, possa io giovare agli esseri viventi, E piantare il vessillo della Verità nelle dieci direzioni dell'universo. Possa lo stendardo dei miei atti volare attraverso i tre mondi, Possa la corona dei Gioielli della saggezza essere a sua volta solida. O Gendun Drub, Fonte di speranza, Gioiello colmo di desideri, Che ha raggiunto la perfezione oltre le necessità del mondo, Ispira agli esseri dotati di coscienza su questa terra - L'avanzamento nello studio, nella contemplazione e nella meditazione; Libera una corrente ininterrotta di energia illuminante. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Dobbiamo conoscere il valore del nostro lavoro e cercare di farlo bene. Invece di prediligere le soluzioni facili per evitare di prendere le tue responsabilità, ricerca l'utile. Diversamente, il fiume sarà inquinato alla fonte. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Il pensiero e l'azione sono due cose distinte, eppure in stretto rapporto. Le azioni degli esseri umani, in particolare di coloro che agiscono seriamente, all'inizio sono pensate secondo certe motivazioni. L'azione viene in seguito. L'efficacia del pensiero non esiste senza l'azione, e questa nasce dal pensiero e dalla motivazione. Per un certo verso è piuttosto difficile separare i due elementi e cercare di sapere, per esempio, se un'azione isolata sia positiva o negativa. La natura umana che ci caratterizza ci dà il potere di cambiare il futuro; ci impone inoltre di vivere in società. Una comunità implica una combinazione di singoli, dove tuttavia soltanto le iniziative individuali danno la possibilità di portare al gruppo nuove idee, di modificare certi punti di vista. Tutto dipende veramente dall'azione individuale. Io credo che nell'immediato futuro la religione resterà una forza influente e un fattore importante nella società. Così come qualsiasi attività dell'uomo, se non è guidata da sentimenti umanistici, la religione può diventare distruttiva, proprio come possono esserlo la scienza e la tecnologia. Non c'è nulla di intrinsecamente nocivo nella tecnologia o nella religione; dipende tutto dall'uso che ne fa lo spirito umano. Se mettiamo il nostro spirito al servizio di scopi negativi, la religione, come la tecnologia, può diventare un flagello; utilizzate consapevolmente, invece, entrambe si rivelano d'immenso aiuto per l'umanità. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA B BODHISATTVA Il Bodhisattva è un essere giunto al risveglio che, rinunciando a ciò che si definisce lo stato di Budda, allo scopo di liberare gli esseri viventi, rimane nel mondo della sofferenza. La sua attività, liberata da qualsiasi attaccamento, è pura compassione. I buddisti credono nella teoria della reincarnazione 1. Noi riteniamo che ogni essere dotato di coscienza abbia attraversato vite anteriori, e siamo convinti che attraverserà altre esistenze ancora. Coloro che scelgono deliberatamente un'epoca e un luogo di nascita sono definiti persone reincarnate. Nel caso dei Dalai Lama noi crediamo che essi abbiano ricevuto in modo più speciale la benedizione di Chenrezig 2, ed è per questo che li designiamo come reincarnazioni di tale figura. Ciò non significa tuttavia che tutti i Dalai Lama abbiano posseduto la stessa coscienza continua. Molte altre persone sono state benedette dal Bodhisattva della compassione. In altri termini, si può anche dire che tutti coloro 1 Vedasi Morte, Rinascita, Reincarnazione, Sofferenza, Vita anteriore. 2- Avalokiteshvara: il Bodhisattva della compassione perfetta. In Tibet viene chiamato Chenrezig; è il protettore del paese e dei suoi abitanti. Molto venerato in Cina con il nome di Guanyin, e in Giappone con quello di Kannon, vi è rappresentato sotto un aspetto femminile. che hanno manifestato una compassione straordinaria siano benedetti da Chenrezig. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA BONTÀ Indipendentemente da quali possano essere le difficoltà esterne che incontri, aggressioni umane o non umane, che non hai provocato o provenienti da forze maligne... Indipendentemente da quali possano essere gli ostacoli interni che ti si ergono dinanzi, come malattia, emozioni perverse, non dar la colpa agli altri. Accusa il tuo amor proprio o il tuo atteggiamento egoistico. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA BUDDA Ci sono tre Rifugi: il Budda, il Dharma (legge buddista o dottrina) e la Sangha (che indica l'idea d'ordine). Liberato da tutte le impurità che mascherano la realtà, il Budda è onnisciente; Lui è il Rifugio. Per Sua Santità Tenzin Gyatso, il Budda è una guida, a immagine del medico che conduce alla salute. Si giunge al Dharma, considerato il Vero Rifugio, dopo aver trionfato sul male e averne vinto tutte le brutture. Per Sua Santità Tenzin Gyatso, il Dharma può essere paragonato alla pratica della medicina. La Sangha è l'Ordine o la perfezione che ci aiuta a realizzare il Rifugio. Sua Santità paragona la Sangha all'infermiera che somministra i medicinali. I Budda sono esseri che, avendo eliminato tutti i condizionamenti, hanno liberato l'immenso potenziale di saggezza e di compassione che sonnecchia nel cuore di ciascuno. I Budda onniscienti non tengono minimamente conto delle preoccupazioni del mondo; poco importano per loro la perdita o il guadagno, il conforto o lo sconforto, la celebrità o l'oscurità dell'anonimato, l'elogio o il rimprovero; questi otto concetti non hanno alcun valore per loro, che li ignorano totalmente. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Le doti dei Budda sono vaste come il cielo. Come descriverle tutte? Eppure, che felicità essere in grado Di esprimere anche solo un numero ridotto. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA I Budda insegnano in modi diversi; Talvolta ciò che dicono è vero alla lettera, Ma utilizzano anche metafore Se questo risulta più consono alla natura di chi ascolta. Parlano per giri di parole quando un discorso diretto Altererebbe la comprensione di chi dev'essere trascinato. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Il continente di Jambu, il continente supremo, è il tesoro legato all'insegnamento del Rifugio ideale. Questa terra epica dell'India è il luogo di nascita di migliaia di Budda. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA C CARITÀ Ne risulterà un beneficio infinitamente grande, che fa concorrenza al tesoro del figlio di Vaishravana (il dio della ricchezza). Per questo motivo ciascuno, con la sua carne, le sue ossa e il suo midollo, deve pagare di persona, senza attaccamento, per carità. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA CERTEZZA Questo individuo segue il suo percorso di azioni negative e impure Senza mai alcuno sforzo; per natura. Nei confronti di una figura venerata e santa, è arrogante e pretenzioso. Il comportamento di un simile essere ne lascia facilmente presagire il futuro: È sicuro che dopo questa vita, precipiterà in un inferno spaventoso. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA CHIARA LUCE A mezzogiorno, il pallido sole autunnale Aleggia sulle nostre teste, nel mezzo dello spazio. Raggela gli esseri brucianti nel fuoco della tortura, Che vivono in basso, sulla superficie della Terra. Fonte di gioia e di benessere, Rinfresca sempre il nostro corpo e il nostro spirito con la tua bella luce bianca. Uno di noi fa il voto che tutti siano felici. Lo formula soltanto in preghiera. E tuttavia il beneficio si estende a tutti, In qualsiasi momento, in ogni situazione. Cessa dunque di smarrirti, tramite il corpo e la parola, E nutri questo pensiero sublime: volere il bene altrui. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA COLLERA Talvolta, poiché questo passa con il tempo, il lato irritabile della natura che mi è propria ricade e muta. In questi giorni è difficile risvegliare la mia collera; se tale sentimento restasse sempre presente, allora proverei anche corruccio verso i cinesi. Attualmente, questa rabbia è diminuita in me, ora è minore nei loro confronti. La causa principale delle sofferenze che ci colpiscono poggia sul karma, il risultato delle nostre azioni; è per questo che non possiamo incolpare i cinesi. Non sarebbe corretto. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA COMPASSIONE Ci si deve sforzare di giungere al Risveglio soltanto per il bene ultimo di tutti. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA A proposito dello stato di infinita compassione: quando un figlio unico è ammalato, naturalmente la madre prova un desiderio violento di vedere il bambino vivere libero dalle particolari sofferenze che lo affliggono. Allo stesso modo, si deve coltivare un desiderio analogo affinché tutti gli esseri senzienti vivano liberi dalle sofferenze. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Nutrire un'idea falsata della compassione significa non provarne nei confronti di un peccatore travolto come in una trappola nei vortici della sofferenza, e al contrario dimostrarne per un praticante devoto, che già non è più attaccato al nutrimento, a un riparo o ai suoi abiti. Davvero, è a chi sbaglia che si deve uno sguardo compassionevole. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Dalla Terra pura della Gioia tu giungesti, con aspetto riconoscibile, Per condurre gli esseri viventi sulla strada della libertà. Risvegliato che ti realizzi nella saggezza e nella compassione, Guarda gli esseri dotati di coscienza penare tra le sofferenze, Guidali, non privarli di te. Quando gli esseri viventi avanzano sulla Via, L'esperienza della sofferenza non li ostacola più. Considera con compassione chi si allontana dalla felicità, E crea così la sua stessa tristezza. Gli spiriti più malvagi di quest'epoca decadente Non furono ammansiti dai potenti Budda del passato. Guardali con la tua grande compassione. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Prenditi cura di coloro che trasmigrano ! O tu grande Compassionevole! Proprio come questo fiore d'udumvara, È così raro avere un corpo umano, Questo bene prezioso e ricco di possibilità. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Possa Avalokiteshvara 1 avere misericordia degli esseri del Samsara 2, delle sei regioni della grande migrazione, che sono terrorizzati di paura. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Tutti gli esseri senzienti, profondamente colpiti dalle sventure, saranno solitari beneficiari della tua compassione; Se ciascuno mette in pratica il sacro insegnamento, Non sperimenterà più la sofferenza. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Sii compassionevole con gli esseri dotati di coscienza che sprofondano nella miseria e non conoscono la felicità. Chi vive in quest'epoca corrotta è difficile da guidare, Avere un corpo umano è tuttavia cosa rara e preziosa, simile a questo fiore d'udumvara. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA 1 Vedasi pag. 37. 2 Vedasi Morte, Rinascita, Samsara, Sofferenza. Penso al Tibet, Là dove le case hanno porte di legno; La mia riflessione cresce E stimola la compassione per gli esseri che vi vivono. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Ovunque io vada, ovunque risieda, Tutto ciò che faccio è per la salvezza altrui. Dedico ogni atto virtuoso al conseguimento della natura di Budda 3. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Essere il maestro, senza attaccamento, né avversione; Essere quest'umida dolcezza dell'amore Che fa guardare tutto e ciascuno con piacere; Sviluppare la compassione che consiste nella speranza Di vedere un giorno tutti gli esseri liberati Dalla loro condizione miserabile; Sviluppare il difficile atteggiamento Di voler portare il fardello carico della miseria del mondo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Estirpa insieme, dal tuo spirito, l'avversione e il desiderio; Addolciscilo con la bontà e con l'affetto. 3 I buddisti credono che tutti gli esseri passino attraverso varie nascite e si sforzano, nel corso di queste vite successive, o addirittura nel corso di una sola esistenza, di giungere alla perfezione della natura di Budda, lo stato raggiunto da Gotama Sakyamuni e che tutti gli esseri sono in grado di realizzare. La compassione, liberando gli esseri dalle sofferenze, Forgia uno spirito volto verso l'amore per l'altro. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Il fatto di interessarsi del benessere degli altri, del loro diritto alla felicità, il sentimento che proviamo nei confronti altrui, possiamo chiamarlo compassione. Per compassione non intendo commiserazione o carità condiscendente per un essere ritenuto inferiore. Quello a cui mi riferisco poggia sull'idea di uguaglianza, sulla consapevolezza che ciascuno desidera con identica intensità evitare la sofferenza e ottenere la felicità; questa pratica, che fa affidamento su un io saldo, manifesta la sete universale per un'esistenza felice. Tutti gli esseri nascono con desideri paragonabili e devono disporre di un pari diritto a soddisfarli. Capire ciò ci porta con estrema naturalezza a nutrire un atteggiamento di grande rispetto per il benessere altrui. Animati da questo sentimento di compassione, da tale senso della responsabilità nei confronti degli altri, possiamo modificare realmente la natura delle cose e degli atti. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA COMPRENSIONE Accertati di aver compreso il senso delle scritture attraverso un lavoro di ricerca critica. Poi mettilo in pratica, Mantenendo lo spirito vitale e limpido. Per finire, riconsidera e commenta le tue esperienze, facendo riferimento ai testi. Seguendo semplicemente queste tre tappe, Giungerai all'autentica comprensione. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA COMUNISMO Il comunismo fu motivato dalle disparità troppo elevate all'interno delle comunità umane; si verificarono conflitti tra i privilegiati e i meno abbienti. Il marxismo si occupa della ridistribuzione delle ricchezze. Si tratta di un'idea piuttosto positiva e nobile: dare alla maggioranza sacrificando il minor numero; questo sembra estremamente retto. Nel buddismo, in particolare in quello tibetano, si pone l'accento sull'affetto e sulla compassione, l'amore per gli altri. Il messaggio essenziale sostiene che non è inutile dedicare la propria vita e il proprio lavoro ad altre persone. Il buddismo è anche una specie di ateismo, poiché non professa un Creatore, ma un'auto creazione. Tutto dipende dagli sforzi personali; tutto poggia nelle nostre mani, e da questo punto di vista si può constatare l'esistenza di un terreno comune. Inoltre in Asia un gran numero di persone è guidato da regimi comunisti; tra costoro, molti conservano la fede nel buddismo, nonostante le persecuzioni. L'insistenza su tali punti comuni andrebbe dunque a vantaggio di milioni di persone. Peraltro, passando gli anni, diviene chiaro che il comunismo non può risolvere tutti i problemi; tale regime è basato più sull'odio che sulla compassione. Ne risulta che i paesi comunisti hanno distrutto i valori umani di rispetto e di fiducia reciproci... TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA CONOSCENZA Considera l'esistenza di chi ebbe conoscenza, Naropa, Drom Tonpa e Milarepa. Se noi potessimo praticare come loro, Dedicando al nostro maestro pensieri e atti, Allora tutti i guru 4, i Budda e i Bodhisattva 4 Guide spirituali. Si prenderebbero cura di noi, come una madre del suo unico figlio. Guidato da un maestro competente, Suggi il nettare del Dharma 5 vasto e profondo. Rimani nell'essenziale purezza delle pratiche; Coltiva la bontà, trascendi la negatività, Percorri la Grande Via, giorno e notte, senza sosta. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA La gente stupida, dallo spirito lungamente intriso di tenebre, Che tuttavia si vanta di appartenere a una stirpe d'insegnamento pura come l'oro, Brilla come un'imitazione in stagno. Davanti a una riunione di saggi, Ben presto si rivela la sua nefandezza e mancanza di autentiche conoscenze. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA CONVERSIONE Non desidero convertire gli altri al buddismo, ma renderli partecipi del modo in cui noi buddisti possiamo dare un contributo all'umanità, secondo la nostra concezione personale del mondo. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA CORAGGIO Esiste qualcuno di più ignobile di colui che, non avendo il 5 Vedasi Budda, Dharma. coraggio di garantire la sua difesa contro gli attacchi, sa perfettamente lanciare parole dure, una volta in terreno sicuro? NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA CORPO Se non amiamo la semplice verità, Possiamo ornarci dei più bei gioielli e delle vesti più splendide, Esprimerci nel modo più delicato, Ma come pretendere di essere più saggi di una capra? Questo corpo è la città delle sostanze viscide, Pus, sangue, urina e merda. Quando lo spirito non è confortato dalle ricchezze della saggezza, I fronzoli più orrendi sono ancora troppo belli per lui. Tuttavia, con uno spirito arricchito dalla conoscenza, Questo corpo diventa oggetto di valore e di celebrazione Per tutti gli esseri, uomini e dei, Perfino vestito degli stracci più miserabili, E la sua urina e la sua merda sembrano ambrosia. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA CORVO Prima della mia nascita non c'erano corvi da noi. Quando sono venuto al mondo, una coppia di questi uccelli venne a installarsi sul nostro tetto. Le biografie dei Dalai Lama del passato citano chiaramente storie associate ai corvi. Eccone una... La prima occasione in assoluto, dopo la nascita del primo Dalai Lama, fu durante un saccheggio da parte di ladri. I genitori se n'erano andati, lasciando a casa il piccolo, ed erano ritornati dopo il tramonto. Naturalmente la madre era molto inquieta. Cercarono il bambino. Un grande corvo gracchiò e la madre immaginò subito che fosse accaduto qualcosa, credette che il volatile avesse fatto del male al piccolo, eppure lo trovarono sano e salvo. Il corvo più grosso aveva lottato per proteggere il neonato dagli attacchi degli altri uccelli. Il significato di questa storia non fu capito immediatamente. In seguito questo bambino, il futuro Dalai Lama, crebbe e diventa un monaco e un praticante provetto. Con il passare del tempo egli ebbe una visione in cui il protettore del buddismo, Makahala, gli racconta come un tempo fosse venuto a difenderlo, aggiungendo che da quel giorno non l'aveva mai lasciato. Nel mio caso, non so di che cosa si tratti. Chi può dirlo? TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA COSCIENZA Il sole che illumina il mondo, Senza un briciolo d'orgoglio Brilla da lassù, dai paradisi celesti, Grazie al potere dei meriti raggiunti dagli esseri. Possa l'astro della compassione e della via Diffondersi attraverso la potenza di uno spirito puro e limpido. Senz'essere arrogante né altezzoso, è una gemma per il nostro mondo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Secondo il pensiero buddista, il principio supremo è la coscienza; ne esistono diversi livelli. Quella che noi chiamiamo coscienza sottile, la più profonda, è sempre presente. La sua continuità resta in certo qual modo permanente, a immagine delle particelle che fondano l'universo. Ciò che corrisponde alle particelle nel campo della materia è, nel sommario della consapevolezza, la Chiara Luce 6... Questa, dotata della propria energia personale, garantisce il legame con la coscienza. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA CULTURA La nostra cultura è una delle tradizioni più antiche del mondo e appartiene al patrimonio dell'umanità. Molti dei suoi aspetti sono tanto belli quanto utili. Se essa verrà distrutta, questa perdita non sarà grave unicamente per l'Asia centrale, sarà il mondo intero a soffrirne. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA La civiltà tibetana è essenzialmente fondata sul buddismo, e dunque influenzata dall'India; sul piano culturale noi ci consideriamo figli spirituali di questo paese. Il popolo indiano è stato come un guru per noi. A dispetto delle difficoltà, i tibetani sono andati incontro agli indiani e hanno visitato i loro siti sacri, mentre gli indiani si spostavano per vedere i luoghi santi situati in Tibet, come il lago Manasarovar e il monte Kailash. Stretti legami politici, economici e spirituali univano dunque i due paesi. Prendiamo la lingua tibetana, il suo alfabeto è derivato dalla scrittura sanscrita, e noi riusciamo ancora a decifrare certe iscrizioni presenti sulla colonna d'Ashoka, in India. Anche se si tratta indubbiamente di due entità ben distinte, resta comunque vero che noi tibetani abbiamo imparato enormemente da questo paese confinante. Questa era la situazione in passato. Oggi, l'India è il paese che accoglie la più grande comunità di rifugiati tibetani. È chiaro che nessun'altra nazione ha fatto altrettanto per noi, per la preservazione della nostra cultura e del nostro sistema d'istruzione. Poiché il Tibet condivide una lunga frontiera con l'India, i due paesi saranno reciprocamente importanti in futuro. Il problema tibetano è anche un problema indiano. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA 6 Vedasi Chiara Luce, Impermanenza. D DALAI LAMA Resto solo, al Potala, Un dio in Terra, credo; Ma, in città, principe dei gaudenti E delle gozzoviglie fracassone. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Sentendo la fine vicina, aveva chiesto al Primo Ministro di mantenere segreta la sua morte, per timore che all'annuncio della notizia, la costruzione si arrestasse. Il Primo Ministro scovò un monaco somigliante al defunto e riuscì in tal modo a dissimulare la scomparsa del Dalai Lama per tredici anni, fino al completamento dell'opera; non senza aver fatto incidere su una pietra una preghiera di reincarnazione, che in seguito fece sigillare nella parete e che è ancora possibile vedere al secondo piano. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA (a proposito del quinto Dalai Lama e della costruzione del Potala, il palazzo dove risiedono i Dalai Lama) Che l'istituzione del Dalai Lama 1 sopravviva o meno dipende unicamente dal desiderio dei tibetani. Io ho espresso con chiarezza questo concetto alla fine degli anni sessanta. Fino a oggi l'esistenza del Dalai Lama giova alla cultura tibetana; se, in futuro, non dovesse più rivelarsi di alcuna utilità, o se la situazione dovesse cambiare, essa scomparirà. Questo non ha alcuna importanza, non è di mia competenza. I cinesi tentano di far credere che il Tibet non abbia altra preoccupazione che quella di un Dalai Lama che vorrebbe restaurare un ordine antico, un individuo personalmente coinvolto nel raggiungimento di tale obiettivo. È per questo che mi capita di ripetere che forse sarò l'ultimo Dalai Lama. In realtà, nel 1963, dopo quattro anni d'esilio, abbiamo redatto un progetto di costituzione per un Tibet libero su basi democratiche. Tale costituzione stabilisce chiaramente che il potere temporale del Dalai Lama può essere annullato da un voto maggioritario di due terzi dei membri dell'Assemblea. D'altronde, dal 1951, ancora in Tibet, avevamo già creato un comitato di riforma. Eppure, a quell'epoca, il mondo è cambiato così rapidamente che i tibetani sono restati nella retroguardia, senza accorgersi dell'importanza degli sconvolgimenti che scuotevano il pianeta. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA 1 Il re Songtsen Gampo, che regnò sul Tibet dal 618 al 649, aveva cinque spose: tre tibetane, una cinese e una nepalese. Dalle donne tibetane nacquero i figli che fondarono una nuova stirpe di sovrani. Lui condusse una politica di costruzione che trasformò Lhasa, la capitale del paese, al punto di darle l'aspetto con cui la si conosce ancora prima dell'invasione cinese del 1959. In particolare fece edificare i tempi di Ramoché e Jokhang, allo scopo di depositarvi le statue sacre del Budda. Sempre a Songtsen Gampo si devono le prime fondamenta del Potala, sulla montagna Rossa... Vari secoli più tardi, il quinto Dalai Lama, Ngawang Lobsang Gyatso (1617-1682), ritenne che il monastero di Drepung non fosse consono come sede del governo e dell'amministrazione. Su fondamenta preesistenti, fece costruire il palazzo del Potala, che in seguito avrebbe anche accolto le tombe del quinto Dalai Lama e dei suoi successori (fatta eccezione per il sesto). Nel 1649 vi fu trasferito l'insieme dei dipartimenti ministeriali, nonché il Namgyal, collegio fondato nel 1574 dal terzo Dalai Lama, Gyalwa Sonam Gyatso (1543-1588). DARE-RICEVERE Non abituarti alla vanità, ovvero non lasciare che il tuo spirito si perda in pensieri riguardanti ciò che hai fatto per gli altri. Sapere che una persona ha potuto, in qualche modo, ricevere il beneficio della tua piccola azione, sarà una ricompensa sufficiente. Da tempo immemorabile, in occasione di innumerevoli reincarnazioni, ogni essere senziente è stato per te come una madre, e non una volta soltanto, poiché la cosa si è ripetuta incessantemente. In tali occasioni, ti è stato dato tutto ciò che una madre offre alla sua prole. D'altronde se, grazie agli atti da noi compiuti, un essere senziente si è avvicinato al Risveglio, questo indica che il nostro desiderio di apportare benefici a tutti è in corso di realizzazione. Non c'è alcun bisogno di inorgoglirsi. Quando ci siamo impegnati a raggiungere l'illuminazione suprema, abbiamo pronunciato un giuramento, in presenza dei Budda e dei Bodhisattva: portare felicità e liberazione a tutti gli esseri. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA DARWINISMO In quanto buddista, io non riconosco alcun Creatore. Secondo la filosofia buddista, è il nostro spirito che crea. Un universo, una galassia, ha potuto essere generata in un certo momento. I buddisti credono che tutta una galassia giunga a formarsi perché numerosi esseri dotati di coscienza assumono forme d'esistenza diverse, a causa del loro karma. Su questo pianeta, io accetto la teoria di Darwin [...] Secondo il buddismo e in base a certi testi antichi, una parte dell'umanità avrebbe potuto evolversi in modo diverso. Una leggenda tibetana fornisce l'occasione per un'osservazione interessante: i tibetani sarebbero i figli nati dall'unione di un maschio di scimmia e di una diavolessa. In questo si trova un certo compromesso tra la teoria darwinista e le scritture buddiste. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA DESIDERIO Questo signore ha una figlia: una bellezza, Desidero il fiore della sua giovinezza; La mia attesa somiglia a un sospiro per le pesche mature, Vicine e scorte sui rami più alti. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA DETERMINAZIONE Se il vero senso è compreso, non restano più che concezioni illusorie; Altrimenti trasformati tu stesso, Per penetrare, attraverso l'ordine apparente, La trama dei drammi dell'illusione. Sii forte e determinato, o asceta! RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA DHARMA L'ordine delle cose, la norma della via cosmica, la Legge del Budda, la Verità assoluta; senza maiuscole e al plurale i dharma designano i fenomeni sottoposti a quest'ordine, oggetti e pensieri. Il termine dharma deriva dalla radice sanscrita dhri: "tenere, portare, fissare". Supponendo che la vita media di una persona sia di cent'anni, durante i primi dieci la necessità di mettere in pratica la legge buddista (il Dharma) non è realizzabile; neppure negli ultimi vent'anni si sarà capaci di farlo, a causa dell'età avanzata; e nel periodo intermedio della vita, le notti saranno dedicate al sonno, le giornate a combattere nemici, a vegliare sui propri congiunti che soffrono per malattia... Così che non si troverà mai il tempo di praticare secondo il Dharma. Poiché il momento della propria morte è tinto d'incertezza, si deve utilizzare al più presto l'essenza della vita. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Maestri di oggi, stirpe di guru, Tre Gemme 2, Divinità della meditazione, serene o corrucciate, Protettori tutti della legge buddista 3, e guardiani della Verità, Vi invoco con la mia preghiera. Avanzate e dilagate in una nuvola Di saggezza profonda e di grande compassione. Liberate gli insegnamenti della Legge, come il ringhio di un drago, Il vapore fiammeggiante dei vostri poteri di trasformazione, È una pioggia di realizzazioni mistiche. Ispirate con le vostre benedizioni la corrente del mio pensiero, Affinché io maturi fino alla Libertà spirituale. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Praticare significa accettare la responsabilità di continuare a vivere in conformità con la santa Legge del Budda e con gli insegnamenti dati dal maestro spirituale. Lavorando con il tuo guru sulle leggi delle cause e degli effetti 4, puoi trarre vantaggio dal valore della vita umana che ti appartiene, questa forma di esistenza difficile da ottenere ma che, una volta acquisita, è piena di significato; tesoro più prezioso di un gioiello colmo di desideri. Non c'è nient'altro da cogliere, a parte la semplice offerta del 2- Il Budda, il Dharma, la Sangha, ovvero l'Insegnante, l'Insegnamento e l'Insegnato. 3- Vedasi Budda, Insegnamento, Preghiere, Verità. 4 Vedasi Karma. la propria pratica. Stringi i denti e non lasciarti sfuggire tra le mani l'unica occasione che ti è offerta con questa vita umana. Se non utilizzerai tale potenziale eccezionale, che ne sarà del tuo cuore? GYALWA SONAM GYATSO TERZO DALAI LAMA DILEMMA Non ostentare il sorriso quando tutto ti riesce. Non mostrarti cupo, neppure nella pena. Esibire con certezza le proprie propensioni, lo sappiamo, Intrappola chi ami nelle reti di un dilemma. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA DISCEPOLO Tu, il più dolce, il guru della mia pratica, che sempre resta Come il sole e la luna al di sopra del mio capo, Chiama presso di te il tuo umile discepolo; Come l'emozione sorge dalle profondità del mio cuore! Ovunque tu sia fisicamente in questo mondo, Manda la tua mistica emanazione a vegliare su di me, Rivelami la tua forma radiosa, E che mai possiamo essere separati. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA DISCIPLINA La maggior parte di noi lascia passare la vita senza interessarsi agli esercizi spirituali, fonte di eterni benefici. Le mattine, i pomeriggi e le serate trascorrono così, e ben presto non ne restano più. Tuttavia la realtà non è così semplice; qualche cosa rimane: quando lo spirito non è trascinato dalla pratica spirituale, accumula rapidamente abitudini nefaste che, a loro volta, influenzano in modo negativo il corpo e la parola. Talvolta si impiega un'intera giornata a dirigersi verso l'oscurità. Poi i giorni diventano mesi, i mesi anni; l'intera vita è sprecata, i pensieri autentici diventano rari come le stelle a mezzogiorno. Un giorno ci si presenta il volto della morte. Gli elementi del corpo si rilassano, le membra perdono la capacità d'agire, la bocca si prosciuga e ci coglie una sete spaventosa. Vogliamo parlare, senza riuscirci. La vanità dell'intera esistenza ci sommerge; rimpiangiamo i nostri errori. Ci aggrappiamo all'apprensione che proviamo e, cercando aiuto, facciamo appello ai rifugi dello spirito. Tuttavia abbiamo avuto tra le mani l'occasione di ottenere benefici in questa vita e per la seguente; ma l'abbiamo allontanata senza riguardo. Ora è troppo tardi per modificare qualsiasi cosa. Tirate le somme, la nostra esistenza è colma di elementi negativi, e gli oggetti del rifugio non possono davvero più salvarci dal labirinto karmico che noi stessi abbiamo edificato. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA DISPREZZO Ahimè! È terrificante vedere, in questo periodo in cui l'insegnamento del Vittorioso (Budda) declina, come le persone disoneste, piene d'odio e pretenziose si allontanino dai propri impegni, trascurando lo studio e le pratiche. Eppure costoro si vantano di capire bene l'insegnamento del Vittorioso. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Che talento, questa persona in apparenza solidale, Questi re superficiali a caccia di novità, Questi amici che rivelano i vostri grandi segreti; Gli immemori dei propri debiti! NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Lui, che si mostra amico, Con inganni, elogi e seduzioni, Sembra una sciabola intinta nel miele, Attrae, eppure racchiude lo spaventevole. NGAWANG LOBSANG GYATSO Quinto DALAI LAMA DOLORE Nell'oceano delle esistenze cicliche, Il torrente dirompente delle sofferenze profonde Sempre intacca, qualunque sia il piacere, La nostra vita maestosa, Cibo saporito misto a veleno. KELSANG GYATSO Settimo DALAI LAMA Mentre assaggi tutti i dolori dell'esistenza, Tendi i tuoi sforzi verso i mezzi per liberartene. Rinuncia a rammaricarti, vedendo le cause tristi e manifeste, illusioni e azioni. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA DONO Attraverso tutti i meriti di questa catena di parole, Sgranando il rosario 5 dei Budda e dei Bodhisattva, Possano tutti gli esseri eguagliare in bontà Gli stessi Budda onniscienti. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA DROGA Il consumo smodato di alcool Rafforza la radice di tutte le fragilità; L'uso di tabacco è una debolezza in sé. Dobbiamo esaminare le attività dello spirito, del corpo, come anche le parole, È considerare veleno le abitudini nefaste. Impariamo a disgustarci degli errori, E in seguito risolverci a evitarli. Non è necessario che enumeri Gli effetti pregiudizievoli del consumo di alcool. Il Budda stesso si è espresso chiaramente al riguardo. Altrettanto vale per il tabacco, malerba nata dal sangue di un demonio. Dapprima la puzza dei fumi sale, E disturba gli esseri celesti, Poi scende e inquina la residenza acquatica di centinaia di migliaia di naga 6, Questo cagiona malattia e cattiva volontà; E le radici delle condizioni nefaste si rafforzano. THUBTEN Gyatso TREDICESIMO DALAI LAMA 5 Mala in tibetano. Serve a contare i mantra e aiuta a mantenersi concentrati e attenti. Il mantra è una formula rituale, iniziatica, utilizzata nell'induismo e nel buddismo, a sostegno della meditazione e della preghiera; è un suono che, pronunciato o pensato in modo ripetitivo, consente di agire sugli strati profondi dello spirito e di accedervi. "Om Mani Padme Hum" è il mantra più celebre, quello di Chenrezig, Bodhisattva della compassione, dote innata in ogni essere, di cui favorisce lo scaturire. 6 Divinità delle acque. E ECCESSO Raccogli le forze e non parlare spigliato, Prendi coscienza del difficile lavoro da compiere. Se l'eccesso d'amore per i figli genera manie, L'eccesso d'odio per i nemici ti sarà restituito allo stesso modo. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Non lodare i tuoi congiunti, ma renditi conto del loro amore; Parla con dolcezza, anche quando il tuo cuore strepita. È duro sottomettere chiunque con mezzi violenti; Agisci progressivamente per vie adattate alle circostanze. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Non simpatizzare con lo sconosciuto appena incontrato; Non contare sull'amico di fresca data; Non illuminarti di sorrisi immediati, E non nascondere il tuo volto in un minuto. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Amare troppo i propri figli genera abitudine; Regali eccessivi per gli amici provocano odio; Imponendo agli altri regole e pratiche malsane, Ti ritroverai sull'orlo di un precipizio. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA EGO L'assenza di "sé ' o di "ego ' è a sua volta un insegnamento essenziale del Budda. I termini "anima", "io", "ego" suggeriscono che nell'uomo esista un'entità permanente, eterna e assoluta, che è una sostanza immutabile dietro al mondo fenomenico che cambia. Ora, secondo il Budda, questa erronea concezione dell'atma ("anima immortale") è causa dei pensieri egoistici. L'idea di un io permanente diventa la fonte di tutti i problemi del mondo, dei conflitti interni di ciascuno, fino alle guerre tra i paesi. Così, non esiste anima interdipendente oltre i processi mentali, anche se la continuità dei pensieri dà l'impressione di un'individualità che esisterebbe in modo permanente e che controllerebbe tali idee. Per il Budda, ogni essere è una combinazione di forze e di energie fisiche e mentali in mutamento perpetuo. Ne ha classificato le componenti in cinque aggregati: la forma, le sensazioni, le percezioni, la volontà, la coscienza; dove nulla costituisce un "io" o un'atma immutabile. L'individualità non è che un semplice appellativo che designa gli aggregati dello spirito e del corpo. In questo mondo nulla esiste in maniera assoluta, poiché tutto è condizionato, relativo e interdipendente. La radice di tutte le sofferenze è l'ego, e se si trascura questo, abbandonando l'io a se stesso, si rischiano patimenti ancora più ingenti. Anche ai giorni nostri letterati, monaci, saggi rinomati, persone colte e credenti devoti possono lasciarsi sommergere da tale illusione, provare gelosia verso chi è dotato di maggiori capacità, maltrattare i sottoposti, o nutrire il gusto della competizione con i propri pari. Tutti questi vizi sono risultato dell'egoismo più puro. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Vincere l'egoismo rafforza la tendenza ad amare il prossimo, poiché i due aspetti sono naturalmente opposti: l'egoismo è fonte di ogni atto negativo; l'amore per gli altri forma la base dei rapporti umani. Quando il primo è stato eliminato, il secondo incontra pochi ostacoli e si sviluppa. In teoria questo si accetta facilmente. Di fatto, il pensiero di amare gli altri sopravviene piuttosto di rado, e dunque non c'è occasione per far sì che il proprio spirito acquisti familiarità con esso. Quest'ultima osservazione è importante, poiché perfino chi si trova a un livello di pratica molto avanzato non proverà spontaneamente un sentimento d'amore verso tutti gli esseri viventi. Quest'ultimo si può realizzare tramite uno sforzo di meditazione, e una tale pratica sostenuta nello spirito da un amore altruistico, riesce a rendere estremamente vicino il soggetto della meditazione. Per esempio, se non è facile trasformare una relazione di sospetto e d'inimicizia in un rapporto fiducioso e amichevole, è tuttavia possibile riuscirci, applicandosi ad acquisire familiarità con l'altra persona, in un ambiente di pensieri calorosi e cordiali. In realtà, ci si può legare talmente all'altro, la cui presenza in precedenza ci aveva provocato tanta apprensione e imbarazzo, da poter giungere a dispiacersi se dovesse recarsi all'altro capo del mondo. L'egoismo ci spinge a lottare per la nostra stessa felicità e il nostro geloso benessere; l'amore per gli altri ci ispira la volontà di lottare per il bene e per il successo di tutti. Abitualmente ha la meglio l'istinto primario. I due generano tuttavia una stessa forza di mobilitazione, provocano un medesimo appetito di felicità e di benessere, un desiderio altrettanto forte di voler allontanare la sofferenza. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA EGOISMO La vita del nostro corpo è sostenuta da alimenti di ogni genere; ma se si mescolano a veleno, il loro effetto diventa l'opposto. Allo stesso modo, la pratica spirituale è una forza vitale verso gli stati superiori e la bontà suprema. Ciò nonostante, se avveleniamo la nostra pratica attraverso l'amore di noi stessi, la capacità di realizzare la bontà suprema e di diventare esseri superiori ne soffrirà. Evita dunque di introdurre il veleno dell'amore per te stesso in questo alimento che è la pratica spirituale. GENDUN DRUB Primo DALAI LAMA Non dobbiamo rallegrarci di ciò che provoca la tristezza altrui. Per esempio, se muore un nemico, non dobbiamo rallegrarci all'idea che il suo decesso possa migliorare la nostra situazione personale. Non dobbiamo neppure rallegrarci se, dopo la morte di un amico o di un congiunto, ci viene riservata parte dei suoi averi. Bandiamo il pensiero dell'eredità. Non considerare mai le sofferenze altrui come motivi della tua felicità. GENDUN DRUB Primo DALAI LAMA Equivoco La maggior parte degli esseri comuni, accecati dall'abitudine di riuscire a capire la differenza tra il buono e il cattivo, in realtà camminano sull'orlo di un precipizio. Alcuni, privi di gelosia, tossina violenta quanto un'acqua avvelenata, si avviano verso la vittoria grazie ai loro sforzi, mentre altri, saturi del proprio odio, si vedono come individui eccezionali. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Ahimè! In questo paese cinto dai ghiacci, Il nitrito del cavallo ha più maestà del ruggito del leone delle nevi, Una conchiglia dell'oceano ha più valore di un gioiello dei desideri. Ahimè! In queste remote regioni boschive, I vermi rosseggianti sono più preziosi del sole. A questo spettacolo, il mio cuore sprofonda senza fine. GENDUN DRUB Primo DALAI LAMA ESPERIENZA Se qualcuno sperimenta una situazione piacevole, come il beneficio dell'ammirazione altrui, dei beni materiali, degli elogi o della fama... non reagisca con orgoglio, ma mediti piuttosto sull'impermanenza e sulla natura vacua delle cose, tutte simili a oggetti visti in sogno. Le consideri dunque come sostegno per la pratica del Dharma. All'inverso, se subite un avvenimento che vi sembra deprimente al punto che neppure l'acqua potrebbe scorrere più in basso di voi, non crediate di essere il solo ad affrontare problemi del genere. Praticate piuttosto la meditazione del tipo dare-ricevere, prendendo coscienza, per mezzo della tecnica di visualizzazione, delle difficoltà di tutti gli altri esseri. Pensate tra voi: "In confronto alla differenza tra le esperienze inferiori e quelle superiori del vasto regno del Samsara, in questa vita la distanza tra il piacere e il dolore è insignificante... Devo semplicemente continuare la pratica del santo Dharma, che arricchirà la mia preziosa incarnazione attuale". Meditando in tal modo, considerate i momenti difficili come un aiuto che possa facilitare l'avanzata sul percorso che porta all'illuminazione. GENDUN DRUB Primo DALAI LAMA F FEDE Mi chiedo che cosa diventino i miei discepoli dall'infanzia. Pensano sempre a me, Simili a pesci strappati dal fiume. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA È un buon augurio: che gli yogin erranti E i loro mecenati virtuosi, legati dalle proprie azioni E dalle preghiere del passato, Raggiungano insieme l'illuminazione. La fede costituisce l'essenza di un buon presagio. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Pietà per gli esseri senzienti di quest'era decadente! Se Avalokiteshvara non avesse sempre misericordia degli spiriti orbati di sostegno, come potrebbero gli esseri senzienti, dotati di coscienza, sopportare le sofferenze? Le cose composte sono per natura instabili, Questo mondo, così non ha essenza; La vita umana è impermanente. Se si ottiene la felicità nella prossima esistenza, sarà in base agli atti virtuosi compiuti attualmente. O miei fedeli devoti! Non dovete divenire vittime degli esseri che tentano di distrarvi, Abbiate fiducia nel Triplice Gioiello 2. Ogni azione dovrebbe corrispondere all'insegnamento; Ogni pensiero dovrebbe fare eco alla prossima vita; Le sei sillabe 3 sono ripetute costantemente. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Dalla sommità del Potala 4, le emanazioni spirituali possono irradiarsi in qualsiasi direzione. Una sana proiezione di me stesso si sposterà dal nord del Tibet, per andare ancora più lontano, sempre verso il nord, Per liberare gli esseri senza aiuto, i cui sentimenti si confondono tuttavia di fronte alle doti insuperabili del corpo, della parola e dello spirito del Budda Sakyamuni, che ce ne offrì il canto. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Ai piedi del Triplice Gioiello 5, facendo nascere in te L'altruismo del Bodhisattva( (Bodhicitta 6), Confessando con rammarico le tue deviazioni passate, Tendendo verso il futuro dei giuramenti di disciplina, 2 Vedasi Dharma. 3 "Om Mani Padme Hum", il mantra di Chenrezig 4 Vedasi Dalai Lama. 5 Vedasi Dharma. 6 Bodhi: essenza risvegliata; citta: cuore. Il cuore del nostro spirito risvegliato; colui che genera la compassione. Estirpa la radice con gli antidoti spirituali E poni la tua fiducia nei quattro poteri. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Dedicarsi un solo giorno alla bontà, Pura di qualsiasi pensiero o atto negativo, È raro quanto una stella in pieno giorno. Gli otto crucci illusori e le attività che non apportano alcun beneficio, In questa vita, sembrano dominarci interamente, Ingannandoci, privandoci di ogni gioia durevole. Dunque, accumulando le abitudini attraverso una continua familiarità con ciò che è superficiale, Finiamo per predisporre il nostro spirito A respingere la verità della legge del karma: Colmi di dubbi, lo sguardo cinico di quando osserviamo un mago, Non abbiamo fiducia nei tre oggetti supremi del Rifugio... Assoggettato così da idee false, Il nostro spirito si abitua a comportamenti erronei E noi accumuliamo karma negativi, Ridicolizzando e svalutando gli esseri santi 7. THUBTEN GYATSO Tredicesimo DALAI LAMA FELICITÀ Ascoltate il canto di un uomo felice! Ben presto questa malattia illusoria Che creò tutte le scene della mia vita Si cancellerà da sé. 7 Vedasi Quattro Nobili Verità. Nessun rimpianto. Insieme noi facciamo molto, Restano da compiere soltanto piccoli sforzi. Non avrete più il disagio del mio corpo. Fatemi un bel funerale: Realizzate l'essenza di quel che vi ho insegnato: Ascoltate, contemplate, meditate. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Amo vedere volti allegri. Non sono felice quando sorrido e l'altra persona resta seria, priva di reazioni. Per sviluppare un umore piacevole, uno stato di felicità interiore, aspetto che l'altro mi risponda con un sorriso. Così s'incrociano l'amicizia, la compassione per gli uomini e per questa persona in particolare; la mia felicità non può esistere indipendentemente da questo. Essa deriva dagli altri, e anche da diverse forme di vita, come insetti e animali. La mia felicità si costruisce a tre livelli: familiare, nazionale e mondiale. È per questo che concludo che il bene degli altri è anche il mio. Non è che la realtà; ciò che intendo per "interdipendenza": non possiamo trascurare l'interesse altrui. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA FRATERNITÀ Penso che la pace interiore dipenda largamente dall'educazione ricevuta e dallo stato della coscienza. Riflettendoci, sappiamo che più si hanno amici, più si è felici; più ci si creano nemici, più si soffre. Per avere amici, ci vuole calore umano, cuore generoso e atteggiamento sincero; è necessario condividere le sofferenze e i problemi altrui. L'economia moderna ci obbliga a dipendere fortemente gli uni dagli altri. Il cittadino ha bisogno degli agricoltori, questi ultimi degli abitanti delle città e dei loro prodotti. Tale rapporto d'interdipendenza non esiste soltanto tra paesi, ma anche tra continenti. Ecco il paesaggio economico attuale. In tali circostanze, la sola via possibile passa attraverso un senso delle responsabilità sul piano universale. Pensate a ciascuno come a una parte di un tutto. Se ci si occupa soltanto di se stessi e non degli altri, si soffrirà. I problemi di popolazione ci insegnano anche la necessità di un vero senso della fraternità e delle responsabilità universali. La questione delle risorse naturali conferma che l'umanità deve ormai considerarsi un'entità solidale. Questo non ha nulla a che vedere con la religione. Se auspichiamo un futuro felice e pacifico per i nostri figli, dobbiamo cominciare a orientare pensieri e sforzi verso il raggiungimento di questo obiettivo. TENZIN GYATSO Quattordicesimo DALAI LAMA G Generosità La ricchezza non è che una maledizione per colui che la possiede, se questi vi tiene. Senza aspettare alcun ritorno in futuro, è meglio essere generosi nel prodigare l'elemosina. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Poco importano le ricchezze e i beni, Non fanno che rafforzare ulteriormente le catene dell'attaccamento. Coltiva dunque lo spirito di generosità, Che ispira il dono senza aspettativa di ritorno. In fin dei conti nessuna acquisizione illusoria è in grado Di proteggerci dalla ripida scogliera della sventura. Ricordati questo; e anche che il Signore della morte, affamato, Divora tutti gli esseri viventi. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA GIOIA Le cose effimere sono senza valore. Tuttavia, la gente di questo mondo le considera supreme, Come l'oro, per dirne una. Sprecano la loro vita a ricercare la pace attraverso di esse, Aggrappandosi gelosamente a ciò che sempre scivola loro tra le dita. Oh ascoltate, questa è la mia canzone E se vi preoccupate veramente di voi stessi, dovreste Essere a mia immagine, unico su questa terra. Ha, ha. Vado ancora laggiù, facendo troppo rumore, Ma è giusto una canzone scritta per diletto, Qualche verso ozioso, uscito dalla penna di un poeta, Yangchen Shepai Dorje, il riso melodioso del Vajra 1. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA GIOIELLO Il guru, maestro di tutti i Budda, Realizza desideri, è un gioiello magico. Apporta tutti i vantaggi in questa vita e nella prossima, E annuncia tutte le realizzazioni universali e supreme. Da ciò, non farti ostacolare da atteggiamenti nefasti, Trascendi le percezioni illusorie, E vedi il guru come un Budda che vive per il discepolo capace di prepararsi così. I Siddhi 2 cominceranno presto a cadere come pioggia. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA 1 Si paragona il Vajra al diamante, la più dura e la più preziosa delle pietre. 2 Saggio che ha sviluppato poteri quasi magici. GIUSTIZIA La fonte dei conflitti e della sventura è la paura. Eppure, io vi domando, che cos'è la giustizia? Che cos'è la verità? I diversi credo sviluppano concezioni e definizioni della giustizia; ma, al di fuori degli impegni religiosi o ideologici personali, che cos'è la giustizia per un essere umano? Gli animali non hanno religione, e tuttavia rispondono favorevolmente, quando li si tratta in modo adeguato. Se noi manifestiamo collera o ostilità, loro reagiscono di conseguenza. Dunque, gli animali stessi apprezzano la bontà e l'onestà. Noi stessi, esseri umani, non tendiamo naturalmente ad apprezzare la persona che si mostra onesta e compassionevole verso di noi, che ci dice la verità apertamente; e non rispondiamo forse con un comportamento amichevole? TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA Gratitudine Non ci si deve aspettare nulla in cambio di un favore, nondimeno una parola di gratitudine farà piacere. Se questa parola è dimenticata, può sembrare che il beneficiario ignori la differenza tra bontà e crudeltà. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA GURU Servire un guru non è cosa facile, La maggior parte dei postulanti al Risveglio si allontana piuttosto in fretta dal cammino. L'accostamento quotidiano lascia intravedere Fratture nel modo di praticare. Alcuni approfittano della situazione E si comportano male verso i propri condiscepoli. Altri ancora trascurano l'atteggiamento di rispetto, Sprofondando nell'apatia e nella stupidità. Agendo in tal modo, trasformano l'ambito dei meriti In un altro modo di accumulare karma negativi, Cosa che distrugge le basi della loro pace interiore. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Molte persone pensano che un maestro debba essere venerato soltanto se manifesta doti evidenti. Costoro dicono: "Vado verso di lui per ascoltare il suo insegnamento sul Dharma, non per la persona in sé", oppure: "Non vedo alcun tratto notevole in lui, perché venerarlo?"... Che stupidità! In verità, quand'anche i nostri genitori fossero persone comuni, dobbiamo riconoscerne la bontà, perché in quella risiede una fonte di grandi benefici. Mentre non apprezzandoli non faremmo che generare dolore e confusione. Lo stesso vale per l'atteggiamento nei confronti di un guru. GYALWA SONAM GYATSO Terzo DALAI LAMA Faro degli esseri viventi, tesoro di compassione, Liberato dalle virtù dell'autodisciplina Che mantiene sulla via del Bodhisattva; Guru immerso nella danza della beatitudine e della vacuità; Mi rivolgo a te, perché tu mi guidi e mi ispiri. Sebbene gli esseri umani desiderino soltanto la felicità, Accumulano incessantemente motivi di sofferenza, Simili a gocce di pioggia leggera foriere di tempesta. Al di là della compassione, tu hai accettato il pesante fardello di consacrarti ad accrescere la luce della Gioia. Mio Guru, mi rivolgo a te, perché mi guidi e mi ispiri 3. Thubten GYATSO TERZO DALAI LAMA 3 Vedasi Quattro Nobili Verità. I ILLUSIONE Gli esseri ignoranti e smarriti passano poco tempo della loro vita In attività che non siano pregiudizievoli; Una volta morti, eccoli banditi in un istante in un inferno da cui non si sfugge. Eppure sono capaci di ritenersi comunque molto scaltri. Nulla di più patetico! GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Il lago Manasarovera custodisce miriadi di splendide gemme, Le sue acque sono animate da sei attributi, Ma le colonie di corvi se ne tengono alla larga, come da un veleno, Loro che bevono acqua impura e vivono tra i rifiuti. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Quando si possiede il gioiello che esaudisce i desideri, Portato dal passato, dall'isola dei Tesori, Che fare dei fronzoli di oggi? Gettarli nel fango, è chiaro. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Grazie alle nostre azioni passate, abbiamo ottenuto questa vita così preziosa, Ma le illusioni generano un letargo che ci rende difficile la ricerca di un maestro, buono e perfetto. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA A est, sulla sommità delle colline, La luna m'illumina d'un sorriso, E scorgerla mi ha suscitato nel cuore dolce sorriso della mia amata. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Sua madre era forse un ramo di pesco? L'amore di questa ragazza è fiorito, è appassito, Come i fiori fugaci delle pesche di primavera. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Pappagallo chiacchierone, taci per favore, Il tordo nel suo boschetto di salici Ha promesso di cantare per me. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Lo spirito ebbro di sonno sogna oggetti Grossi come cavalli, come elefanti, E tuttavia il mago li fa sparire: Apparenze! Non ci si può basare su fondamenti irreali, pure visioni dello spirito. È così che tutti gli esseri, nel mondo e oltre, Sono le proiezioni di nomi e di pensieri; C'è fors'anche un solo granello di polvere che esista grazie a se stesso, E al suo solo potere? KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Centinaia di stupide mosche si accalcano Su un pezzo di carne imputridita, Gustando, credono loro, un delizioso banchetto. La stessa immagine offre la follia dei vivi, Che cercano la felicità in piaceri superficiali. Ci mettono tutto l'accanimento e l'immaginazione, E tuttavia, non ne ho mai visto uno soddisfatto. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA IMPERMANENZA 1 Come ha sottolineato Eraclito di Efeso, un contemporaneo del Budda: "Non ci si può bagnare due volte nelle acque dello stesso fiume". Il fiume è solo il nome che si dà a un flusso sempre mutevole. Allo stesso modo, ogni essere non è che un susseguirsi di avvenimenti fisici e mentali, un "processo" per usare un termine moderno. Io non sono il bambino che sono stato, né 1 Vedasi Disciplina, Pazienza, Sofferenza, Vita, Vita anteriore. il vecchio che forse sarò. Orbene, per definizione, ciò che non ha caratteristiche permanenti non è un "essere". Tuttavia, se nulla è stabile, o non ha fondamenti permanenti, ciò non significa che le cose avvengano per caso. Come nell'esempio del fiume, ogni avvenimento scaturisce dal precedente seguendo una rigida causalità. È la famosa legge del karma, termine che significa "azione" e per estensione, "causalità". Da ciò è del tutto possibile fondare un'etica personale su un approccio fluido alle situazioni e non su regole date a priori. Bisogna capire che identificarsi con un "processo" non significa rimettere in causa la propria personalità distinta, ma che piuttosto è necessario, per dirla con Eraclito, approfittare della forza del fiume, invece di cercare di nuotare controcorrente nella vana speranza di arrestare i flutti. Chi stamane vive, può morire stanotte... Chi è ricco, lo sarà ancora domani? Chi è re quest'anno, il prossimo si vedrà forse mendicare? Quale garanzia abbiamo che i nostri successi illusori siano irreversibili? GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Dalla meditazione sulla morte e sull'impermanenza nascono molti effetti positivi. La presa di coscienza della natura transitoria di qualsiasi cosa consente la stabilità. Si può dunque apprezzare ogni giorno come se fosse l'ultimo della propria vita. Così, l'attaccamento che ci asserve agli oggetti effimeri della vita è invertito, e si può rivolgere un crescente interesse ai valori durevoli, come l'energia creatrice, generata coltivando la generosità, o la disciplina 7 la pazienza, l'entusiasmo, la meditazione e la saggezza. Qual è esattamente il pensiero della morte e dell'impermanenza sulla quale dovremmo concentrare la nostra meditazione? Non si tratta semplicemente di coltivare uno spirito di timore che speri di evadere temporaneamente dalle sofferenze del Samsara. Una volta che la disillusione e l'alterazione dell'anima saranno trascese, si dovrà continuare a operare senza l'ambiente del Samsara. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA La vita umana è rara e preziosa. E inoltre impermanente. Anche quando non ci muoviamo, essa è in preda a mutamenti perpetui. Se ci guardiamo intorno, chiedendoci come molti amici e conoscenti siano scomparsi in questi ultimi anni, si evidenzia la realtà onnipresente dell'impermanenza della nostra natura. Quando una persona muore, i suoi amici e conoscenti provano una tristezza infinita e si lamentano; ma, in seguito, questo sentimento si attenua. Il corpo viene cremato o sepolto, i beni sono ripartiti, e ben presto il nome stesso del defunto è dimenticato. In teoria tutti noi ci rendiamo conto che moriremo, ma lo spirito cerca sempre di proteggersi da questa certezza. In un modo o nell'altro, ci si sente molto solidi, e si immagina la realtà della morte come un avvenimento molto lontano e appartenente al futuro. Eppure, in ogni momento, la dipartita si avvicina; nessuno può garantirci neppure che resteremo in vita fino a questo pomeriggio. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA INCOMPETENZA Su di un'altura, scossa dal vento, ammantata d'oscurità, Una lampada fuga forse la notte? E allo stesso modo, per l'ignorante, L'insegnamento 2 dei Budda può essere più di uno scongiuro, una benedizione? GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA 2 Vedasi Bodhisattva, Budda, Insegnamento, risveglio. INCONSEGUENZA Non dobbiamo essere inconseguenti nel nostro comportamento verso gli altri, mostrando palesemente le nostre espressioni di piacere e di insoddisfazione di fronte alle azioni buone e cattive che essi compiono. È meglio reagire con calore e umorismo, altrimenti si rischia di provocare ansia nel prossimo. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA INCOSCIENZA L'ape che deve tutto al fiore, Dopo averne attinto il nettare a sazietà, vola via senza vergogna. Quest'immagine descrive anche i modi della gente della nostra epoca: Si servono dei saggi e dei buoni amici Che operano per loro mossi dall'affetto, Poi li abbandonano come nemici. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA INFANZIA Questo bambino non può restare nella sua casetta, Ben presto dovrà partire per Tashi Lhunpo 3, 3 Gendun Drub (1391-1475), primo Dalai Lama, discepolo di Tsongkhapa, nel 1447 fondò il monastero di Tashi Lhunpo, vicino a Shigatsé, e con il nome di Gyalwa Rinpoche (Gran Sovrano Prezioso), ne divenne il primo abate in assoluto. Avendo dotato il luogo di un laboratorio di tipografia, Gendun Drub vi intraprese la stampa del Kangyur e del Tengyur (il primo è la raccolta delle Parole del Budda Sakyamuni, il secondo dei commentari scritti in seguito dai maestri indiani; queste due opere sono traduzioni dal sanscrito verso il tibetano). Tashi Lhunpo è poi diventato, per volontà del quinto Dalai Lama, Ngawang Lobsang Gyatso (1617-1682), la residenza dei Panchen Lama, reincarnazioni di Amitabha, il Budda della luce infinita, e secondo personaggio in ordine di importanza nella gerarchia spirituale del Tibet. Il luogo che gli si addice. Là gli verrà servito un tè molto più dolce. Numerosi discepoli aspettano già il suo ritorno. Le immagini che in lui dimorano vivono già in questo tempio, La sua veste monastica vi riposa. Portatelo presto, che possa compiere il suo destino. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Da ragazzino volevo sempre aiutare i meno privilegiati, esseri umani, animali, financo gli insetti. Ecco un concetto che dobbiamo inculcare ai più piccoli: abituarli a sviluppare in sé la preoccupazione per i meno abbienti. Già quando gioca, dobbiamo inoltre insegnare al bambino il senso della propria responsabilità; ne guadagnerà tutta l'umanità. Se, al contrario, saremo avari di tale idea - la responsabilità sociale - non riusciremo a sopravvivere, dovremo scomparire. Spiegatelo ai bambini con storielle, confermate loro quanto siano importanti per la comunità umana. Per sopravvivere, abbiamo bisogno degli altri. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA INFERNO Nei paradisi inferiori, gli dei litigiosi Si mutilano reciprocamente. Negli inferni soffocanti, si fa bollire, ardere; Si è trafitti da armi. Negli inferni gelati, i corpi Scrocchiano e si spaccano; Gli spiriti erranti soffrono La fame, la sete, La fatica e la paura. Gli animali, che si divorano l'un l'altro, Sono sottomessi, picchiati, abbattuti. Chi ignora i metodi spirituali Subisce, solo, tutte le miserie. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA INGANNO Un giorno Ravana si manifestò con le sembianze di un bell'animale, Allo scopo d'ingannare il suo mondo. Trascinò numerosi esseri viventi sulle sterili terre Di esistenze confuse, e derubò la bella Sita, Simbolo di prosperità e di gioia. Sono numerosi i falsi guru Che così ingannano il mondo. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Coloro che professano, proclamandosi d'oro puro, Senz'essere in realtà altro che imitazioni di stagno, Somigliano a venditori volgari sulla piazza del mercato. Quando il Dharma cade in mano a gente simile, È segno che comincia un'era In cui l'insegnamento del Budda sarà lettera morta. NGAWANG LOBSANG GYATSO Quinto DALAI LAMA Parlare menzognero in termini eleganti, È come prendere un corpo sudicio E ornarlo di preziosi gioielli. I falsi fronzoli non fanno che ingannare gli altri Generando risultati illusori. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA INSEGNAMENTO Gli esseri dotati di coscienza sono guardati davvero con compassione, come genitori, da tutti i Budda, Ma chi non conosce il valore dell'insegnamento del Budda, Chi non interpreta la saggezza degli esseri dotati di coscienza, Chi, come una falena piroettante in un fuoco, è prigioniero della propria sofferenza, E chi commette azioni nefaste su se stesso, è sacrilego; Non entrerà in contatto con persone sante. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Pur fuorviati dal peso dei difetti e delle illusioni, ciò nonostante noi udiamo il messaggio, così vasto e profondo. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Molto presto nella mia esistenza capii che il percorso buddista verso la liberazione e il Risveglio si percorre in tre tappe: l'ascolto degli insegnamenti, la riflessione e la meditazione sul loro senso profondo. Come ha dimostrato Sakya Pandita 4, non serve a nulla affrontare la seconda e terza fase se non si è raggiunta una solida competenza nella prima. Senza le basi di un apprendistato ben fatto, le attività di contemplazione e di meditazione si rivelano prive di effetto. Dunque, molto giovane, mi dedicai con tutte le forze allo studio degli insegnamenti, sotto la guida di guru qualificati. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA 4- Sakya Pandita Kunga Gyaltsen (1182-1251) seguì studi in India, prima di ritornare in Tibet e di stipulare, nel 1247, un accordo con i mongoli, in cui i Sakyapa, una delle quattro stirpi buddiste tibetane, furono consacrati eruditi e abili negoziatori. Interdipendenza Poiché tutto ciò che esiste è interdipendente, Tutto è dunque vuoto per natura. Bisogna coltivare questa visione ed essere coscienti del mondo Come illusorio, Come creazione di un mago. ISTRUZIONE GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA Tutto considerato, non fu un'infanzia infelice. La bontà dei miei maestri resta un ricordo imperituro. Mi hanno inculcato la conoscenza religiosa, che è stata e che sempre resterà la mia fonte principale di benessere e d'ispirazione. Si sono sforzati di soddisfare una sana curiosità per altri argomenti. Ma sono consapevole di essere cresciuto quasi privo di nozioni riguardanti le questioni internazionali. Ed è con quest'unico bagaglio incompleto che a sedici anni fui chiamato a guidare il mio paese contro l'invasione della Cina comunista. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA Ritengo che l'istruzione sia uno strumento; il suo utilizzo corretto o meno dipende interamente da noi. Il cervello e l'intelligenza che abbiamo sono anche i nostri strumenti. L'utilizzo che ne facciamo riflette la bontà del cuore. Il nostro cervello rappresenta una carta vincente davvero unica per natura; eppure, gli uomini hanno spesso usato male la propria intelligenza. Questo cervello appare allora come il prodotto più terribile del nostro mondo, fonte di tanti problemi. La sola garanzia di un'intelligenza sana risiede nella bontà di cuore Io penso che tale situazione provenga da uno stato di coscienza inerente alla natura umana, da un contesto culturale più vasto del nostro futuro immediato. Tutte le attività nefaste sono dovute a una coscienza manchevole o all'ignoranza della realtà e della verità. Così, nel campo dell'istruzione, credo che gli insegnanti debbano mostrarsi attenti ad arricchire lo spirito come il cuore, dato che hanno pari importanza. Coltivare la bontà è indubbiamente a sua volta ancor più necessario; qualunque sia il tipo d'istruzione, è sulla base di un cuore generoso che cresceranno utili frutti. Quanto a coloro che sono dotati di un'intelligenza brillante e di vaste conoscenze, se mancano di generosità, il loro spirito si agiterà sempre di più, poiché non possono soddisfare i desideri mal compresi. TENZIN GYATSO quattordicesimo DALAI LAMA Io credo nell'importanza dell'istruzione, che fornisce i metodi e i mezzi per risolvere i problemi da se stessi, ma inculca anche ai giovani sane motivazioni e il senso delle responsabilità. Ai giorni nostri, si privilegia spesso la specializzazione. Mi sembra che il fatto di accordare tanta importanza a un ramo del sapere, rispondendo a una domanda unica, sia nocivo per tutti gli altri aspetti dell'attività umana, mentre le diverse esigenze sono legate tra loro. Questo può creare problemi. Gli specialisti concentrano i propri studi e conoscenze su un campo talmente limitato, che nient'altro sembra andare al di là di tale competenza; Così, la loro visione del mondo si restringe. Penso che un approccio più globale, una prospettiva più ampia risulterebbero di maggiore utilità. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA K KARMA Secondo il significato del karma, l'intera esistenza è un processo d'apprendistato. Ogni avvenimento modella l'essere in modo tale che, nel caso si presenti una situazione più o meno identica, questi reagisca istintivamente. Noi non siamo dunque liberi nel comportamento, poiché volontà e desiderio dipendono dall'insieme delle nostre azioni. In questo senso, il karma è un condizionamento e non una fatalità. Il buddismo si propone, per mezzo di una presa di coscienza, di liberare l'essere da tale condizionamento, permettendogli così di agire conoscendo le cause. Senza esitazione, vi invio Vaste nubi di offerte disposte magnificamente, Così come tutti gli oggetti legati a questa vita, E tutte le virtù passate, presenti e future. In vostra presenza, vedo tutti i miei difetti, Sotto la potenza dei tre veleni interni, Ho creato una montagna di karma negativi, Perfino benedendo i Budda e i Bodhisattva. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Dolcezza dal corpo profumato, regina celeste, amata mia, Come il turchese mal assortito su un oggetto privo di valore, Ella fu dunque scoperta solo per meglio essere respinta. RIGDZIN TSANGYANG GYATSO SESTO DALAI LAMA Se cercherete di trattenere le vostre motivazioni egoistiche collera e altre - e di sviluppare ulteriormente benevolenza e compassione verso il prossimo, in definitiva farete del bene a voi stessi. Talvolta dico che tale dovrebbe essere la pratica di un egoista saggio. Un egoista stupido non pensa che a se stesso, e questo non gli reca alcun profitto. L'egoista saggio pensa agli altri, li aiuta quanto può e, di conseguenza, riceve a sua volta benefici. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA L LIBERAZIONE L'unione con la Via ultima verso la Liberazione si ottiene coltivando la visione perfetta della vacuità. La porta che conduce al grande percorso dell'illuminazione E lo spirito del Budda, l'aspirazione al Risveglio. Il sommo metodo per realizzare la natura di Budda E la meditazione sulle due tappe tantriche fondamentali. Considerate inseparabili questi tre aspetti della pratica. GYALWA GENDUN GYATSO Secondo DALAI LAMA LIBERTÀ L'occhio di saggezza si è aperto in me, amo l'altro più di me stesso, dicono. Ma vedendo la felicità altrui, La loro lingua si biforca, ed è la gelosia che brucia. Se, sperando di salvare uno dall'annegamento, si affonda in due, Ve lo mostro io, il boia travestito da uomo di pace! Il mio sguardo esamina ogni oggetto alla luce della sua natura vacua, dichiarano. E tuttavia... sopportano male lievi delusioni, E si dibattono... Civette sconvolte nei fuochi interni di frustrazioni esplosive. Non è quello il percorso della Libertà. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Il popolo tibetano continua a resistere all'assoggettamento e alla colonizzazione con coraggio e determinazione. Né la repressione, né la propaganda hanno ridotto la sua aspirazione a un'esistenza di libertà, di pace e di dignità. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA LUNGIMIRANZA Anche se non si tratta ancora di lungimiranza, l'uomo superiore può decidere nel momento e nel luogo, dopo uno studio al contempo preciso e rapido, ciò che bisogna dire, ciò che conviene fare: distinguere l'amico, il nemico e la persona neutrale. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Non odiare i malvagi, ché in futuro cambieranno. Non lodare i buoni, come saranno domani? Decidi, senza basarti sugli altrui commenti, Su ciò che ti accade oggi, cose poco importanti. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Con consigli, impegna alla prudenza sottoposti e servitori; Apri il tuo spirito, e assumiti l'onere degli errori. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Il signore, in ragione delle cause anteriori, dovrebbe regnare con amore e compassione puri. Se si sforza di combattere attraverso un impegno volontario e diligente, raccoglierà infallibilmente gli effetti delle cause 1. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA In quest'epoca di decadenza, ben poco separa gli imbrogli e l'inganno da azioni, parole e comportamenti degni di fiducia. Dunque, analizza e studia con sguardo penetrante qualsiasi situazione. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA 1 Vedasi Karma. M MADRE Visualizzatela nello spazio davanti a voi, e pensate: "È stata mia madre nel corso di tutte le mie esistenze, da tempi immemorabili. Mi ha sempre dimostrato la bontà di una mamma, e ancora continua a farlo. In particolar modo in quest'incarnazione, mi ha concepito nel suo ventre. Allora mi proteggeva con cura in tutti i modi possibili, sopportando ardue prove, come regimi alimentari speciali e un rigido sistema di vita, unicamente per il mio benessere. La mia nascita le ha causato un terribile dolore. Eppure, quando sono apparso, più simile a un verme di terra rosso e viscido che a un essere umano, lei mi ha accolto tra le sue braccia tenere e mi ha posato sul suo corpo per darmi calore. Più tardi, nel corso di tutta l'infanzia, lei mi ha nutrito, lavato e curato con attenzione. Mi ha procurato cibo quando avevo fame, da bere per placare la sete, e abiti quando avevo bisogno di proteggermi dagli elementi. Si è davvero occupata di me a costo di immensi sacrifici personali. Mi ha dotato del dono prezioso che è la vita umana, offrendomi così la coppa in grado di raccogliere gli insegnamenti spirituali necessari per progredire nella Triplice Via, costituita dallo studio, la contemplazione e la meditazione, mezzi grazie ai quali si possono raggiungere la Liberazione e l'Illuminazione onnisciente. Lei si sarebbe ammalata piuttosto di lasciarmi in preda alle affezioni e avrebbe dato la vita per salvare la mia. In fondo, ha utilizzato tutte le sue doti a mio solo beneficio." Ciascuno dovrà meditare così, al punto di essere sommerso da un profondo sentimento di riconoscenza. Quando sarà il momento, sostituite l'immagine di vostra madre con quella di vostro padre. Meditate, pensando che anche lui sia stato come una madre per voi in numerose vite anteriori, e che vi abbia allora prodigato tutta la sua dedizione. Poi, modificate questa presenza sostituendola con amici, conoscenti, nemici e infine con tutti gli altri esseri viventi. Meditate sull'idea che vi abbiano rivolto tutti, in molte vite anteriori, l'immensa bontà di una madre. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA MANTRA Va benissimo declamare il mantra "Om Mani Padme Hum", ma mentre lo si recita, bisogna anche pensare al suo significato, poiché la portata di queste sei sillabe è vasta e profonda 1. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA MARXISMO Anche nei paesi dove il marxismo è apparentemente trionfante, permane la presenza del buddismo. Mi sembra dunque che un certo dialogo tra marxismo e buddismo, particolarmente 1 Si tratta del mantra del Bodhisattva della Compassione. I tibetani lo pronunciano: "Om Mani Pémé Houng". Gli Anziani sottolineano che il Bodhisattva Chenrezig, o Avalokiteshvara, è così profondamente impresso nella loro coscienza, che da quando un bambino sa pronunciare la parola "mamma", è anche capace di recitare questo mantra, che esprime l'essenza della compassione del Budda per tutti gli esseri. Secondo gli insegnamenti, le sei sillabe conducono alla purificazione delle sei emozioni - orgoglio, gelosia, desiderio, ignoranza, avidità e collera, che sono all'origine dei sei regni del Samsara. quello Mahayana, si rivelerebbe benefico per molte persone, in questa regione del mondo (Asia). Penso questo perché, nonostante la rigidità del marxismo e il rigore dell'organizzazione che lo caratterizza, il suo fallimento è palese. Per di più, l'energia investita in tale ideologia è rivolta principalmente alla distruzione, e non indirizzata verso uno slancio costruttivo. I danni sono immensi. Sono inoltre distrutti i legami fondamentali e la fiducia tra marito e moglie, tra figlio e genitori, tra amici. Ora, in quanto esseri umani, noi abbiamo bisogno di questa fiducia e, secondo me, in questo risiede un grave risvolto di quest'idea. Si pone per giunta la questione dei mezzi per arrivare a un comunismo o a un marxismo autentico. Il vero comunismo non si instaura tramite la forza, ma attraverso un impegno volontario ad aiutare la gente e a diventare meno egoisti. Tale dottrina dovrebbe agire a beneficio dei più, e non in favore di una piccola minoranza. Al fine di giungervi, ci vuole una volontà potente e un impegno fondato sull'altruismo, non sulle armi. Prendete la Cina, per esempio; tanti sforzi vi sono messi in opera attraverso l'indottrinamento, la forza, la paura, allo scopo di arrivare al socialismo, poi al comunismo. Eppure, in quel paese sono ancora lontani dall'obiettivo, e ogni volta che adottano una misura di liberalizzazione, ne consegue una terribile corruzione. Non c'è alcun progresso. La propaganda e l'indottrinamento attraverso la forza e la paura si sono rivelati un fallimento. Dunque, se si auspica di concretizzare autentiche idee socialiste, si dovrebbero insegnare i valori del buddismo Mahayana, come l'altruismo, basandosi sull'intelligenza e non sulla forza. Penso che il buddismo Mahayana possa essere uno degli elementi in grado di contribuire alla riuscita di un socialismo sano. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA MERITO Qualunque energia meritoria tu generi Attraverso sforzi spirituali da parte del corpo, del verbo e dello spirito, Consacrala all'obiettivo supremo. Non c'è proprio tempo per rimandare le cose a domani; Non esser preda di pigrizia o apatia. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Fa' in modo di abbandonare gli errori e di accumulare meriti; Mantenendoti distante e risoluto, non rinunciarvi nella felicità o nelle sofferenze; Né cambia nei piaceri minori o nelle afflizioni. Certamente a un amico conviene esser degno di fiducia. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA Abbandona gli errori, come fossero un recipiente impuro, E ascolta la dolce voce del Dharma sublime Dalla bocca di un maestro qualificato. Raccogli l'essenza dei meriti Prodotti nel corso degli ultimi eoni. NGAWANG LOBSANG GYATSO QUINTO DALAI LAMA MONASTERO Mi chiamo Gendun Drub, grande speranza della comunità (Samgha), Tara 2 stessa, madre di tutti i Budda, fu testimone della mia morte; 2- Divinità femminile indiana adottata dal buddismo Mahayana, Tara è molto popolare in Tibet. Considerata come la corrispondente di Avalokiteshvara, personifica l'amore universale per gli esseri viventi. Viene invocata un po' come la Madonna e tutte le sue rappresentazioni sono pacifiche e sorridenti. E il monaco di Tashi Lhunpo, Umdzey Sangtsulwa, Illustre discepolo di Gendun Drub, Verrà presto a riportarmi a casa mia. Tara mi consigliò di incarnarmi in Dorjeden, E lo spirito protettore, Mahakala 3, mi accompagnò qui. Ma ora, troppo tempo è passato, me ne devo andare Verso Tashi Lhunpo, il mio monastero, casa mia. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA mondo Tutti i successi nel mondo materiale Non sono affidabili e si perdono facilmente. Lo constatiamo tutt'intorno a noi, Tuttavia la nostra aspirazione alla libertà spirituale rimane debole. Io formulo questa preghiera immacolata: "Possa lo spirito della misura, libero da impedimenti, crescere sempre spontaneamente in me." GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Quello che io definisco un approccio umano al mondo è un modo di procedere animato dalla bontà, dall'altruismo, dal desiderio di contribuire al bene altrui. Se si è capaci di affiancare quest'energia costruttiva alle potenzialità dell'intelligenza umana, allora la società porterà i frutti che ci si aspettano da essa: arrecherà benessere a tutti i suoi membri. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA 3 Divinità del pantheon buddista adottata dai tibetani, che nell'iconografia sacra generalmente le danno una forma terrificante, benché abbia carattere protettivo. MORTE Secondo l'approccio buddista, la vita e la morte sono tutt'uno. Bisogna dunque utilizzare ogni istante della propria esistenza per preparare la propria scomparsa. In effetti questi due elementi sono transitori e perpetuamente mutevoli, e vengono definiti bardo. Così, l'esistenza di un essere si divide in quattro realtà o bardo: quello naturale di questa vita, ovvero la medesima esistenza; quello doloroso della morte, ovvero il processo del decesso e la dipartita stessa; il bardo luminoso della dharmata, ovvero il periodo dopo la morte; e infine il bardo karmico, che corrisponde alla rinascita. Al momento della morte, si può pur essere circondati dai numerosi membri della propria famiglia e dagli amici, ma si dovrà continuare da soli verso l'aldilà. Si potrà pur possedere una dispensa piena di cibo e di bevande, ma bisognerà andarsene a mani vuote. Seppure vestiti con gli abiti più ricchi, si dovrà entrare nell'altro mondo nudi come il giorno della nascita. Questo corpo tanto amato, che ci accompagna dall'inizio dell'esistenza, sarà a sua volta separato da noi. Che dire allora degli altri beni materiali... Che cosa ci seguirà dopo la morte? Soltanto i grani di karma, buoni o cattivi, che abbiamo coltivato durante questa vita. Le fonti d'errore che ci ostacolano sono cause potenziali di smarrimento e potranno condurci verso situazioni di grande sofferenza. Alla morte, i soli beni che abbiamo sono la conoscenza spirituale e i germi di karma positivo che abbiamo sviluppato in noi stessi. Tale conoscenza diventa dunque nostro rifugio e paradiso, nostro signore e protettore, nostra guida e testimone della Via. Così, d'ora in avanti, cercate i mezzi che sviluppano e rafforzano la conoscenza spirituale. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Consacratevi prima di tutto alle attività che formano il cammino verso il Risveglio. Mi sarebbe piaciuto restare con voi per sempre, ma per me è giunto il momento di andare. Che questa notizia non sia fonte di rammarico; è nel corso naturale delle cose. Dopo la mia dipartita, non sarà necessario effettuare tutti i riti, né edificare una tomba per i miei resti. Cremate il corpo, mescolate le ceneri all'argilla e formatene immagini del Budda meraviglioso e imperturbabile; sarebbe preferibile costruire un riparo per conservare queste sculture. Altrimenti, leggete soltanto preghiere per la realizzazione dei desideri e dei voti che ho sempre espresso a vostro riguardo. Se desiderate essermi fedeli e se ritenete che la mia azione tra voi sia stata benefica, allora restate insieme al monastero di Tashi Lhunpo, operate per il bene della comunità e per la preservazione e la diffusione del messaggio del santo Dharma. Passo contenente le ultime frasi pronunciate da GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA poco prima della sua morte La morte è un fatto sicuro. Qualunque sia la nostra forma corporea, non vi si sfugge. Senza riguardo per il luogo della nostra nascita, l'ombra della morte si cela ovunque e può colpire in ogni istante. Se anche gli auditori, il Vero Solitario (Rang Sangyal), e il Budda stesso, sono entrati nella danza funebre, a maggior ragione gli esseri comuni non possono sperare di costituire un'eccezione. Non esiste luogo dove non operi la potenza della morte, né nelle profondità del mare, né in cima alle montagne. Così come gli esseri viventi di ieri sono trapassati, quelli di oggi e quelli del futuro dovranno a loro volta morire. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Nessuna forza può fare indietreggiare la morte. La rapidità, la forza fisica, la fortuna, i talismani e gli incantesimi magici, così come la medicina, alla fin fine restano senza effetto. È impossibile aggirarla. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Talvolta, i fondamenti della vita diventano cause di morte. Questo vale per il cibo, le bevande, l'abbigliamento, l'alloggio, la famiglia... Le ragioni che permettono l'esistenza e la sostengono possono diventare distruttive. L'eccesso di privazione di cibo, il crollo di un riparo, il dispiacere causato da amici, portano a perdere la vita. Nascere è già di per sé un passo verso la morte. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Bisogna morire soli. Si potrà pur avere un esercito di amici, non ci sarà altra scelta che andarsene in solitudine, quando la campana funebre suonerà per noi. Si potrà essere alla testa di un'immensa fortuna, ma bisognerà andarsene a mani vuote. Un guardaroba fornito di capi delicati non impedirà l'assoluta nudità. Quando dovremo disfarci anche della carne e delle ossa, i tessuti per il corpo non sfuggiranno a questa legge. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Al momento della morte, non c'è miglior rifugio della legge del Budda (Dharma). Poiché bisogna separarsi dai congiunti e da ciò che si è posseduto e amato... E questa legge non ammette eccezioni; ci si dovrà liberare della propria carne, delle ossa, perfino del nome stesso che si portava. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA La morte è imprevedibile. Vedete come si trascorra la giovinezza a sottomettere nemici, a vegliare sui propri cari, ad accumulare beni materiali, formulando il voto di consacrarsi, una volta giunti a un'età avanzata, alla pratica della legge buddista. Eppure, non esiste alcuna certezza di raggiungere quell'età inoltrata. Le circostanze che provocano la morte sono innumerevoli; le cause che conducono alla vita più rare, tanto più che queste ultime talvolta procedono controcorrente. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Si devono nuovamente lasciare gli amici stretti, la famiglia. Ricchezze e possedimenti resteranno dietro di noi; ancora una volta. L'eccedenza di un pasto, La nostra terra, gli affari, la casa, pur principesca, dovremo abbandonare. È certo tuttavia che viaggeranno con noi le buone e cattive azioni commesse, e i loro frutti. Là, neppure i discepoli potranno giungere in aiuto di colui che aveva insegnato loro. Anche il bambino adorato dai genitori dovrà accettarlo. E i più fedeli servitori quel giorno inganneranno il padrone. Ahimé! Medita su quanto sia degradante la situazione dell'umanità. GENDUN DRUB PRIMO DALAI LAMA Hara hu Iyu na ra ra! Nonna afflitta dal demone della vecchiaia, Ora canto per te queste parole. Gocce di moccio ti colano dal naso, E il sangue e il pus si sono rappresi in te. Solo i pidocchi e le loro uova si aggrapperanno al tuo corpo, Diventato ricettacolo di tutte le malattie. Già, donna prodigiosa, hai trasceso tutte le paure e le sofferenze, E, così, strappata la libertà al demone della morte. Ti saluto, ti saluto, ti saluto. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Questo corpo, ormai vecchio e curvo, non è più capace di servire me stesso o gli altri. Sono entrato in comunicazione mistica con il monastero di Drepung 4; stamane, benché non ci fosse la cerimonia del tè, ho sentito la conca sacra chiamare i monaci a raccolta... Poi ho sognato di essere circondato dai cinque vessilli della vittoria. Ultime parole di GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA Il Signore della morte divora senza distinzione Le persone di forte, media e debole costituzione. Già siamo ingannati dal demone, E ci appigliamo all'impressione della nostra immortalità. Ti rivolgo questa preghiera essenziale: "Possa io avere una consapevolezza costante della morte, "Sapere possibile il mio decesso in ogni istante, "È dover trascendere l'illusione materialista, "Per passare i giorni e le notti sulle vie dello spirito." GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA 4- Fondato nel 1416 da un discepolo di Tsongkhapa, questo monastero divenne, insieme a quelli di Sera (1419) e Ganden, uno dei centri principali del sapere tibetano. Al momento della morte non potranno seguirci denaro, né beni, né servitori; tuttavia la minima traccia di karma negativo creato da tali oggetti del desiderio ci perseguiterà come un'ombra. È così che noi lasciamo l'esistenza; pensateci. Al momento si è soddisfatti di mangiare, di bere, di agire; ma già la vita, la salute, gli oggetti dei sensi e il cibo si degradano continuamente e senza sosta. E non si è compiuto nulla. Non si dovrebbe forse indirizzare pienamente ciò che resta della propria vita verso la pratica autentica del Dharma? Bisognerebbe dedicarsi ad essa fin d'ora, senza aspettare il domani; poiché la morte può colpire questa sera stessa. GYALWA SONAM GYATSO TERZO DALAI LAMA Nell'istante della morte, attirato lontano dalle alterazioni, dalle passioni e dalle superstizioni nocive allo spirito, Evita le speranze e le paure del Samsara, Cerca rifugio presso lama e Budda, Resta accanto a loro con tutte le tue forze. Una volta dissolte le energie sottili e grossolane del corpo, La natura del dopo morte si svela. Trasformala nell'essenza del cammino della Chiara Luce 5, E aspetta fermamente, senza lasciarti cullare dall'esitazione. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Una vita umana, per quanto preziosa e rara, Se non è guidata dal pensiero della morte, È sprecata in cose materiali. Tieniti pronto a morire in ogni istante. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA 5 Vedasi Chiara Luce, Coscienza. Fino all'ultimo istante, Dissipiamo la vita in progetti inutili. Calcoli senza fine ci rovinano. Quando la morte sopravviene, trasaliamo. Ma troppo tardi... KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Il nostro corpo è questo vaso colmo di sangue, di pus e di escrementi. Ammassiamo i nostri beni, come l'ape raccoglie il suo miele. Amici e genitori sono i volti sconosciuti sulla piazza del mercato, Prosperità e comodità sono perfidi assassini. La vita corre verso la morte, Come un fiume si getta dalla scogliera. Nessuno può affermare di essere vivo questa sera, Per vedere il sole al tramonto, Laggiù, dietro alle montagne, spegnersi sorridendo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Quando il Signore della morte peserà i tuoi meriti e demeriti sugli stretti sentieri della tappa intermedia, Tu sarai solo, senza amici stretti. Ahimè! Che cosa pensi di fare allora? Per quanto manifestamente bello sia un corpo, il mio come il loro è pieno di malattie, pus, sangue e altre sconcezze; È un vaso di cristallo per escrementi. Che atto puerile desiderarlo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Da dietro le cime del monte Potala 6, Il sole si mostra, occupando tutto il cielo; La sera, scompare verso Occidente, Dall'altra parte delle montagne. E io penso alla morte vicina. Muoiono vecchi, muoiono giovani, muoiono... giorno dopo giorno... Mi si chiede di portare il loro spirito fino alla Terra pura, O di metterli in guardia contro le possibili rinascite. Ma io penso alla morte vicina. Nuvole grigie coprono il cielo e l'oscurano. Le prime gocce di pioggia stanno per cadere. Un vento cupo e purpureo le disperderà. Io, penso alla morte vicina. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA Poco importa come fai il tuo ultimo letto. Quando la spada della morte si abbatterà su di te, Terrificanti messaggeri dall'aldilà scenderanno per giungerti incontro, Orribili e giganteschi, ad assorbirti con i loro sguardi bramosi. Ah! Gli amici e la famiglia, in lacrime, ti circonderanno, Sbirciando di sottecchi le tue ricchezze e i tuoi beni... Ti offriranno preghiere, un sudario... E tu te ne andrai, in realtà mal preparato, Senza sostegno, Solo. KELSANG GYATSO SETTIMO DALAI LAMA 6 Vedasi Dalai Lama. Dopo la nascita, non c'è più altra scelta che affrontare la morte. Essa tenta approcci, E nessun sistema le farà fare dietrofront. Coltiva dunque la capacità di consacrarti Costantemente, e dal più profondo del cuore, al bene. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Non possiamo pretendere di conoscere Il tempo che ci resta da vivere, Né ciò che sarà di noi durante l'esistenza successiva. Anche se facessimo centinaia di sforzi, Non raccoglieremmo il minimo frutto, atto A soddisfare lo spirito tramite mezzi materiali. Vediamo come il corpo dei vecchi, Dei giovani, e di quelli d'età intermedia, Finisca in pasto ai cani e agli avvoltoi 7, Eppure non capiamo che il nostro stesso fisico Condividerà tra poco un analogo destino. Morire è nostra condizione naturale. È stupefacente, restiamo a braccia conserte, indifferenti, Come se la nostra ora dovesse posticiparsi in eterno! Le parole del Budda descrivono con chiarezza La natura degli inferni caldi o freddi. Eppure, ci manca la volontà di coglierne il senso. E continuiamo ad affastellare progetti 7 Nel Tibet tradizionale, l'astrologo effettua un oroscopo particolare per ognuno e, in occasione della morte, determina il momento propizio e la modalità dei funerali. Gli elementi vi svolgono un ruolo essenziale. Così le esequie possono essere effettuate all'aria, con lo smembramento del cadavere e l'offerta delle diverse parli del corpo agli avvoltoi. Questo metodo è il più frequente, in un paese in cui c'è carenza di combustibile; la cremazione è normalmente riservata ai dignitari. Capita che alcuni lama siano imbalsamati nel sale: il loro corpo diventa allora una reliquia. L'immersione in acqua, in un lago o in un fiume, è un metodo utilizzato molto meno. Per lavori tanto illusori quanto inutili. Ecco come il nostro spirito vacilla, E cade sotto l'influsso degli agenti delle tenebre. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA Al momento della morte, sono in genere i vecchi atteggiamenti mentali familiari a predominare e a determinare la rinascita. Per questa stessa ragione, si genera dunque un forte attaccamento all'esistenza individuale, poiché si teme che questa non sia precisamente sul punto di scomparire. Tale attaccamento serve da legame nello stato intermedio tra due vite: il desiderio di un corpo agisce a sua volta come la causa che determinerà la forma dell'essere intermedio (bardo). TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA In quanto buddista, io considero la morte come un processo naturale, una realtà che accetto, durante quest'esistenza terrena. Sapendo di non potervi sfuggire, non vedo motivo di preoccuparmene. La morte è, ai miei occhi, paragonabile piuttosto a un cambio d'abiti vecchi e usati, e non una vera e propria fine. TENZIN GYATSO QUATTORDICESIMO DALAI LAMA N NATURA UMANA Ci si rallegra dei meriti già acquisiti, I peccati commessi sono invece considerati come un cibo avvelenato e indigesto. Per giorni e giorni cresce un poderoso senso di rimorso. Quando si è finalmente trovato un buon maestro, non si mettono comunque in pratica i suoi insegnamenti. Questo prova che non sempre si distingue il bene dal male. THUBTEN GYATSO TREDICESIMO DALAI LAMA NICHILISMO Mi hai aiutato a scorgere il grande nemico interiore, Le cupide abitudini che mi fanno concepire le cose come tali, E a comprendere anche i suoi effetti infinitamente nefasti. Mi hai anche indicato come distruggerlo. Ora, tutto ciò che si è manifestato nella sfera della percezione, Sorge senza fatica sul cammino della vacuità. Non mi hai lasciato sprofondare nel nichilismo, Mi hai invece mostrato la pertinenza del gioco Dove tutte le cose apparenti, Anche se sono semplici etichette, Continuano nondimeno a prodursi conformemente al loro ruolo, Secondo la legge di causa ed effetto 1. Così mi hai salvato da terribili baratri, Dove ci si appiglia agli estremi, a quello che è e a quello che non è. GYALWA GENDUN GYATSO SECONDO DALAI LAMA NON VIOLENZA Nella Bibbia c'è un versetto meraviglioso che parla di trasformare le spade in vomeri di aratro. È una bella immagine, un'arma che diventa un utensile al servizio