D. ANTONIO TONELLI SALESIANO GRAMMATICA e GLOSSARIO DELLA LINGUA DEGLI ONA-ŠELKNÁM DELLA TERRA DEL FUOCO (4/5) Contributi scientifici delle missioni salesiane del venerabile don bosco Šelkám čan k'ar-mán "la lingua dei šelknám è ricchissima" ********** UN PO' DI SINTASSI LA PROPOSIZIONE § 55. Nella proposizione spesso vengono omesse le parti che - nelle circostanze in cui fu pronunziata - potevano essere sottintese senza ledere la chiarezza. La collocazione delle diverse parti della proposizione è varia e, per renderne più chiare ed evidenti le regole, darò qui circa 200 proposizioni ordinate secondo le diverse costruzioni, che ho trovato in uso presso gl'Indi. Furono scelte in modo che la diversa ricchezza dei seguenti elenchi dia approssimativamente la frequenza con cui è usata ogni costruzione. Avrei desiderato pubblicare l'intero frasario con questa idea classificatrice, ma ciò avrebbe ampliato troppo i limiti che mi sono imposto in questo lavoro. Come il lettore facilmente può scorgere, gli esempi che seguono non sono tolti dalla lingua usata nell'oratoria o nel racconto storico, ma sono soltanto frasi famigliari colte dalla bocca degli uomini, delle donne e specialmente dei ragazzi, con i quali passai la maggior parte della mia vita di Missionario; sono impressioni di caccia, di viaggi, di passeggiate, di giuoco, commenti della vita famigliare di tutti i giorni, accenni al clima del paese ecc. nello stabilire i diversi elenchi terrò conto solo del soggetto, del verbo e dell'oggetto diretto dell verbo transitivo. Si hanno le seguenti costruzioni. § 56. - I Elenco: oggetto - verbo - soggetto 1 uli askoχečer-mer-iá (1) il vestito piego ! io 2 iper katn ajen-mer-Kokóš carne tenera desidera ! Kokóš 3 i-avr-s (2) ajen-mer-ainék me afferrare voleva ! il padre (mio) 4 čoun k-ejón-mer-Šispi l'acqua teme ! Šispi 5 kau keu-š-iá le unghie taglio! Io 6 kač ewé-š-iá quest'altro trovai ! io 7 marre k-pe-š-iá il braccio stiro ! io 8 očer šemxe-sí-čon le accette affilano ! gli uomini 9 i su-si-ma me mordi ! tu 10 maχes na čal keu iá di tutte le donne la lingua taglio io 11 ašcéχ pewen iá la barba taglio io 12 pešken ajen já il pan biscotto desidero io 13 mai váipχi ma la spina dorsale feristi tu 14 m koš já χoš-ék ti colpisco io colla neve 15 telken ajorri Kokóš i ragazzi istruisce Kokóš 16 k-mórien k-ačen Čikiól i cavalli slega Cikiól 17 apen šen omč i pidocchi prende il pettine 18 soke or ai Tulvén due denti ha Tulvèn 19 kaš (3) anmens nam pẹmót colla bocca la pipa ruppe quello là 20 kaßé meče telk il caffè prepara (fa) il ragazzo 21 m-owen ainék ti cerca il padre (tuo) 22 igwa ksu-i ečen visne noi mordere vuole il cane 23 oti! uli ačen Košmól oh! il vestito toglie Košmól 24 kaik! uli taten ma guarda! il vestito bruci tu 25 Iliojen koš áiken Ikels di Iliojen Ia faccia guarda Ikels 26 konés ek-s ma? che cosa fai tu? 27 konés aik-s ma? che cosa guardi tu? 28 konés vain-s ma? che cosa cerchi tu? 29 konés ewé-s-t ma? che cosa hai trovato tu? 30 konés je-s-t nak? che cosa ha detto costui? 31 kiskau jowón mat-s ma? quanti guanachi uccidesti tu? È la costruzione che è maggiormente conforme all'indole della lingua. Con questa costruzione la proposizione acquista un tono enfatico mediante la particella mer posposta alla forma infinitiva del verbo, o mediante il suffisso -si, š - posposto alla radice verbale, cfr. § 38. Si possono avere proposizioni enfatiche ottenute nello stesso modo, anche con le costruzioni dei §§ 60 e 65, ed eccezionalmente anche con altre costruzioni, cfr. § 62, n. 5 e 6, § 64, n. 1. § 57. - 2° Elenco: soggetto - oggetto - verbo 1 ia-ni pei šemχen (4) io ! il coltello affilo 2 ia-ni mak-uli m-amiterken io ! il tuo vestito a te piego 3 ia-ni ma joi-són io ! te non odo 4 ia-ni ma kojoi-són io ! te non comprendo 5 man-ni čai okán tu ! le labbra muovi 6 ia-ni jowón ol šejen io ! del guanaco il grasso compro 7 ia-ni ma jo-s ajen io ! te udire desidero 8 ia-ni Kokóš taju eken io ! a Kokóš il cestino faccio 9 ma-ni i jen tu ! mi scacci 10 ma-ni igwa ajen tu ! ci ami 11 igwa-ni ainék ospen noi ! il padre (nostro) aspettiamo 12 igwa-mer áiχen eken noi !! trappole facciamo 13 ia-t meč naim io lo pongo qui 14 ma-t ejón tu lo temesti 15 ia- t conmen io lo porto 16 ia- t šeien lo lo compro 17 pei-ék ia- t pajen col coltello io lo porto via 18 očeré t pan la scure lo portò via (l'albero) 19 igwa ma vai-ajen noi ti aiutiamo 20 ia musten ečen io dormire voglio 21 čače el koχ-són l'uccello l'uovo non depone 22 waš oš ai la volpe la coda possiede 23 Kokóš telken ta juχen Táusen Kokóš i ragazzi li conduce a Táusen 24 Ošiotán arvén asten kau-i-ék Ošiotán la terra raspa colle unghie 25 Košmól ša akčen Košmól lo sterco pesta 26 Čikiól waš k-ewen áiχen Čikiól la volpe trovò nella trappola 27 Šajutel Šerχón eten Šajutel Šerxón uccise 28 konés pẹmẹr igwa ennie-s? chi colui (che) ci imita? 29 konés pẹmẹr kawi oχen? chi colui (che) la casa chiude? 30 konés pẹmẹr očer šemχe-s? chi colui (che) l'accetta affila? 31 igwa-mer visn óš awer χavχe (5) noi !! del cane la coda prendemmo sta notte Con questa costruzione i pronomi personali soggettivi sono quelli delle serie 2a e 3a stabilite al § 17, raramente quelli della 1a serie. § 58. - 3° Elenco: soggetto - pronome oggettivo - verbo - oggetto 1 ia -t- oχen kau io la chiudo la casa 2 kau ia -t- ačen-i (6) meč già io la tolsi la spina 3 ia -t- ewen ainá io l'ho finito questo 4 ia -t- skor Košmót kwakitán io l' ho sognato Košmót esser infermo 5 ia -t- josen šelknám čan io la parlo del šelknám la lingua 6 lau ma -t- kartarién nak láilo già tu lo scrivesti questo prima 7 igwa -t- orχen Kokóš noi lo percuotiamo Kokóš 8 igwa -it- ewen jowón orjér kar noi li trovammo i guanachi per mezzo dei porci 9 igwa -t- vin Kokóš noi lo deridiamo Kokóš 10 Kokóš -t- ajorri telk Kokóš li istruisce i ragazzi 11 ma -t- pešión ekel? (7) tu lo hai il fango? 12 lau ma -t- emiel-s kočen-kau? già tu la preparasti la chiesa? 13 kis ma -t- mat-sem jowón? dove tu lo uccidesti il guanaco? 14 kis-kankaan ma -t- jen morien? (8) per quanto tu lo dai il cavallo? 15 konés -t- χen pẹná jar? chi la gettò questa pietra? Una costruzione simile è la seguente: oggetto - soggetto - pronome ogg. - verbo nella proposizione pẹmer ia-t-ewen 'questo io lo trovai'. Con questa costruzione i pronomi personali sono quelli della 2a serie. § 59. - 4° Elenco: oggetto - verbo 1 igwa orrié noi porta in spalla (9) 2 čoun čet mien acqua bevi solamente 3 el pa-i-ón il fucile porta 4 čoun čete-i-ón acqua bevi 5 igwa k-ol pe-en a noi il grasso taglia 6 čen eččeré la mano avvolgi 7 čai epe pai la candela poni sopra 8 šión tamót igwa -t-jen specchio quello a noi lo dai (10) 9 jan karšáχ norre le frecce cercherò più tardi 10 onná aik-s questo osservo 11 Kokóš uli lau apem di Kokóš il vestito già è asciutto 12 konés jer? che cosa dici? La maggiore parte sono frasi imperative in cui il soggetto è sottinteso. § 60. - 5° Elenco verbo - soggetto 1 kloχ-š-iá (mi) scaldo ! io (mi voglio scaldare) 2 na pe-š-iá qua seggo ! io cade 3 varp-š-iá abbasso ! io (il ramo) 4 anem-jo-š-iá odo ! io 5 jas! koχ-š-já Oh! ho freddo ! io 6 mkon vonné-š-já là vado ! io 7 kok-š-iá onna-i-ék copro ! io con questo (panno la testa) 8 čet-š-iá bevo ! io (voglio bere) 9 kekán-si χoš cade ! la neve (nevica proprio) 10 kan-si-tervér cade ! la grandine 11 kekán-si-čaluv cade ! la pioggia 12 terré-si-koliót giuocano ! i bianchi 13 čalei ašken čenné-si-ma del pozzo nella bocca cadi ! tu 14 Košmól, venné-si-ma Košmól, vieni ! tu (11) 15 wew-si-ina sei stanco ! tu (non stancarti) 16 šow-si-ma sei mesto ! tu (non esser mesto) 17 k-tat-si-ma (ti) bruci ! tu (non bruciarti) 18 kan-ni-vinči è caduto ! l'albero 19 šowen-mer-telk sono mesti !! i ragazzi 20 Tulvén šepen-mer-Kokóš con Tulvén è adirato !! Kokóš 21 igwa šepen-mer- Tulvén con noi è adirato !! Tulvén 22 kooten-mer-iá non voglio !! io 23 lau sonnen-mer-iá già sono sazio !! io 24 maχes olχen-m er-tel ken tutti piangono !! i ragazzi 25 ai ma na sta tu qui 26 kartarién ma scrivi tu 27 jatte ma fai il solletico tu 28 lau vonnen Kokóš già partì Kokóš 29 čennén iá cado io 30 korpe iá ho vergogna io 31 kojón iá comprendo io 32 lau ko-čoun iá già fui battezzato io 33 terrén igwa giuochiamo noi 34 kmen igwa maχes aina-káms riposiamo noi tutti quest'oggi 35 juχen igwa partiamo noi 36 viek-šepen na altercano le donne 37 aknaje kan čalwe ieri cadde la pioggia 38 ejon Kokóš teme Kokóš 39 ai-són waš non ci sono volpi (nella trappola) 40 maχes čennén igwa tutti fuggimmo noi 41 ipen k-oš-er è brutta la fonte 42 lau apem uli già è asciutto il vestito 43 kones-vá vi-s ma? perché ridi tu? 44 χieč-s ma? passi avanti tu? 45 kis vonne-s ma? dove vai tu? 46 maχes koč-s mai? tutti avete pregato voi? 47 čet-s igwa? beviamo noi? (dobbiamo bere?) 48 kis rie-s-t-i ma? dove passeggiasti tu? Questa costruzione è molto frequente con i verbi intransitivi e anche con i verbi transitivi usati in modo intransitivo. Essa fa vedere chiaramente che la posizione normale del soggetto è dopo il verbo. § 61. - 6° Elenco: soggetto - verbo - oggetto 1 Alká kareken soke taju Alká lavora due canestri 2 Kokóš har-k-jén sonnen Kokóš paga due (pesos) Questi due sono gli unici esempi che io conosca di questa costru zione. Sono due proposizioni consecutive d'uno stesso periodo; resta il dubbio d'una mia involontaria ed erronea trasposizione dell'oggetto nello scriverle qualche po' di tempo dopo d'averle udite, ma più probabilmente fu tralasciato il pronome oggettivo t. Probabilmente è: Alká t-kareken soke taju, Kokóš t-karkjén sonnen; in tal caso le due proposizioni entrerebbero nel novero delle costruzioni del § 58. § 62. - 7° Elenco: verbo - oggetto 1 k-šuχ anmens da(-mmi) la pipa 2 kei šen on porta qua secchio questo (12) 3 maopém χamnín togli(-ti) le scarpe 4 kóiten tamná taglio questo 5 kamχ-si-čai accendi ! la candela 6 m-suχ-si-čai spegni ! la candela 7 kač keu tamná tameré altro taglia questo anche (13) Questa costruzione si usa quasi solamente nelle frasi imperative e asseverative enfatiche e il verbo prende le forme corrispondenti. § 63. - 8° Elenco: soggetto - verbo 1 ia-ni maunelkan io ! dondolo 2 ia-ni k-weu io ! sono stanco 3 ia-ni uli-očen io ! lavo 4 ia-ni ma iuxen io ! da te parto 5 pẹna-ni kwajulχ costui ! è ammalato 6 ia-ni vonnen Kami (14) čawr io ! vado del Kami alla spiaggia 7 makon ia-ni pe-ján (15) domattina io ! riposerò 8 ma-ni kar-s-oken tu ! porti correndo 9 ma-ni karpa-són tu ! non regali 10 ma-ni šuaken tu ! insulti 11 ma-ni verrek šuaken tu ! te stesso insulti 12 ma-ni koš neχte tu ! percuoti col pugno 13 noorouk igwa-ni kartén sempre noi ! mangiamo 14 igwa-ni juχen Tulvén noi ! andiamo a Tulvén 15 igwa-ni šai čen noi ! a braccetto andiamo 16 telken-ni kwepen il ragazzo ! è nudo 17 Dalmas-ni kareken Dalmazzo ! lavora 18 Kokóš-mer-terrén telken-aš Kokóš !! giuoca coi ragazzi 19 ia-ni ma-vai en (16) krenkais kar-šejen io ! te - co andrò questa sera a comprare 20 iá lol io ritorno 21 igwa kwepen noi siamo nudi 22 igwa terrén χoš noi giuochiamo colla neve 23 noorouk igwa karte-i-són sempre noi non mangiamo 24 igwa Orkáuke čenén maχes noi da Orkáuke fuggimmo tutti 25 igwa kel-če pen noi sui rami sediamo 26 igwa nor olχen noi ora piangeremo 27 Kačerán, Kormsčen viek-án Kačerán e Kormsčen si percuotono 28 Kokóš telken-okel enen Kokóš con i ragazzi va 29 kiatti vinči-mán kaš-pén il topo dentro all'abero sta 30 konés kamẹr mesten? chi (è) colui (che) dorme? 31 konés pẹmẹr očer karek-s? chi (è) colui (che) con l'accetta lavora? 32 konés pẹmẹr karajen? chi (è) colui (che) ha fame? 33 kis-ai Kokóš χia? quando Kokóš giungerà? Con questa costruzione s'usano i pronomi soggettivi della 3a serie (raramente quelli della 1a serie) per distinguerli dai prefissi pronominali oggettivi. Si veda ad es. ia-ni ma juχen; il suffisso -ni indica che dei due pronomi il primo è soggettivo. § 64. - 9° Elenco: verbo 1 karsak-si-mót si fa rumore ! là 2 kajuχ mak onik (17) andiamo nel tuo "chez toi" 3 χen on (onik) (18) andiamo dentro 4 čejék ok-ék in fretta cammina 5 šaχ-jér čejék leggi forte 6 čejék k-čovén forte leggi 7 terré pẹmót giuoca là 8 terré kar giuoca in fretta 9 or juχ ora andrò 10 kar kar-váiten molto perdetti 11 lau česk già è morto 12 vieχ-orχen art si percuotono col bastone 13 kar aik-s già ho visto 14 kartén krenkais mangeremo stasera (al tramonto) 15 kis ojepén? dove andasti a caccia del guanaco? Sono frasi comuni in cui il soggetto è tralasciato perché appare chiaramente dalle circostanze. Il lettore osservi che sono relativamente poche le proposizioni di questo e degli altri elenchi (34 su 216) che hanno il soggetto sottointeso. § 65. - 10° Elenco: Proposizioni nominali Costruzione diretta: soggetto - predicato 1 ma-ni alién k'sol tu ! i piedi bianchissimi (hai) 2 ma-ni ánnien tu ! sordo (sei) 3 ma-ni ol k'sol tu ! la pelle bianchissima (hai) 4 ma-ni tel-óter-če tu ! la mosca tel-óter-če (sei) 5 ma-ni arš tu ! vecchia (sei) 6 ma-ni igwa viešoi tu ! a noi vicino (sei) 7 igwa-ni maxes χaš noi ! tutti orfani (siamo) Costruzione indiretta: predicato - soggetto 15 koš koχen-ni-ma la faccia fredda ! tu (hai) 16 aimnón kar-ni-ma cose molte ! tu (hai) 17 šetel mer-arvén sdrucciolevole !! il terreno (è) 18 Ikels-si-ma Ikels ! tu (sei) 8 Katáiper Ošiotán orkán Katáiper di Ošiotán sorella magg. (è) 9 Šelknám čan k'ar-mán dei Šelknám la lingua ricchissima (è) 10 iá mien io solo (sono) 11 šión tajál ainakáms il cielo brutto oggi (è) 12 konés ainá park-s? chi (è) costui nero? 13 konés pẹmẹr apl-aš? chi (è) costui nella cenere? 14 kren-kais mak katmét (17) stasera di nuovo la medicina (prendo) 19 olič šión makón bello il cielo domani (sarà) 20 aimeré na cattive le donne (sono) 21 konés šión tamót? di chi (è) specchio questo? (18) 22 konés lal pẹná? di chi (è) figlio costui? I numerosi esempi dei precedenti elenchi pongono il lettore in grado di farsi da sé un'idea delle costruzioni usate dai Šelknám e della logicità di esse. Ciò mi dispensa dal trattare a lungo questo argomento; farò solamente alcune osservazioni d'indole generale. § 66. I primi cinque elenchi contengono proposizioni aventi una costruzione inversa (137 su 216): invece le proposizioni degli elenchi VI, VII, VIII hanno la costruzione diretta (42 su 216). Delle proposizioni nominali alcune hanno la costruzione diretta (soggetto - predicato), altre l'inversa (predicato - soggetto). La costruzione indiretta è la più usata. § 67. I tre primi elenchi mostrano quali sono le più comuni collocazioni delle parti della proposizione quando il verbo è transitivo ed è espresso il soggetto e l'oggetto diretto. Dai quattro primi elenchi si rileva che, secondo l'indole della lingua, l'oggetto diretto è collocato immediatamente prima del verbo. Questa speciale collocazione dell'oggetto è resa manifesta in modo ancor più evidente dalle frasi ridondanti del § 58, poiché in esse l'oggetto, che è collocato in posizione diversa dalla naturale - posposto al verbo o preposto al soggetto - viene ripetuto nella sua collocazione naturale mediante il pronome oggettivo di 3a persona t. § 68. Ha la stessa collocazione anche l'oggetto indiretto, il quale non è indicato da nessuna posposizione. Esso viene preposto immediatamente al verbo e, in concorrenza con l'oggetto diretto, è posposto o preposto a questo: pẹná šetr i-š-jen Kokóš 'questo ghiaccio a me diede Kokóš' ma-ni šion i-je-šón 'tu lo specchio a me non dai' mak art i-t-jen ma 'il tuo bastone a me lo dai tu' Più raramente è posposto al verbo, e solo - io credo - quando da circostanze risulta trattarsi dell'oggetto indiretto, ad es.: konés pa-s Ošiotán? 'che cosa hai dato a Ošiotán?'; però questa frase può anche significare 'che cosa diede Ošiotán?'; solo dalle circostanze in cui fu detta si deduce il suo vero significato. § 69. Il soggetto, quando è espresso - e lo è in 182 proposizioni su 216 - d'ordinario è posposto al predicato; ma può essere anche preposto Nelle proposizioni pubblicate le due collocazioni quasi si pareggiano in frequenza; ma quando il soggetto è premesso al predicato, ed è pronominale, porta quasi sempre - eccetto che segua t, pronome oggettivo di 3a persona - un suffisso -ni, che può essere sostituito da -mer: queste due particelle sono adunque l'indice del soggetto, quando questo è premesso al predicato; -mer ha inoltre la funzione di rendere enfatica la proposizione. Quando il soggetto è un nome raramente prende i suffissi predetti, anche se è anteposto al verbo. La necessità di porre un indice al soggetto, quando esso è anteposto al predicato, dimostra che quando è posposto si trova nella collocazione più naturale. Se il soggetto è posposto al verbo o al predicato nominale d'ordinario non ha alcun indice; raramente è preceduto da -ni-, più spesso da -mer-. § 70. Le altre determinazioni attributive, avverbiali, ecc. del soggetto o del predicato hanno varia collocazione, come si vede dagli esempi riferiti. Al § 52 furono indicate le principali forme delle determinazioni avverbiali e al § 26 n.1 fu trattata la determinazione specificativa dei nomi (genitivo). Qui occorre osservare che d'ordinario le determinazioni del moto a luogo e dello stato in luogo (i locativi) sono indicate d'ordinario, senza l'uso di particelle avverbiali. Il luogo da cui s'inizia il moto si premette al verbo di moto eccone alcuni esempi: ia-ni Kami juχen 'io dal Lago Fagnano parto' kašken tei čen si Dai 'dalla bocca il fumo emette Dai' ia-ni kau juχen 'io dalla capanna parto', cfr. anche § 63, n. 4 e 24. Il luogo verso cui si dirige il moto di regola si pospone al verbo, come risulta dai seguenti esempi: ia-ni vonnen Kami 'io vado al Lago Fagnano' mak χen visne onik 'di nuovo tornò il cane dentro (alla capanna)' ia-ni čenén kau 'io vado alla capanna', cfr. anche § 57, n. 24, § 63, n. 6, 14. La determinazione indicante lo stato in luogo spesso si pospone o si prepone al verbo senza particelle avverbiali, ma altre volte è ottenuta con le posposizioni -aš -kaš, -oni, -onik 'dentro, in': naim pen ajen Kokóš kau 'qua stare desidero di Kokóš nella casa' kau pen 'nella capanna stare' oni pen 'dentro stare, nella capanna stare' vinči-káš pen 'dentro all'albero stare, nell'albero stare'. Queste però non sono regole assolute: vi sono numerose eccezioni quando dal contesto appare la qualità della determinazione di luogo: Xesús šión enen 'Gesù al cielo va' Tulvén ene-s ma? 'al monte Tulvén vai tu?', ecc. § 71. Nelle frasi imperative, enfatiche, interrogative e negative il verbo assume le forme corrispondenti indicate al § 36 e seg. Nelle altre proposizioni il verbo ha la forma infinitiva, eccetto i casi considerati al § 2, per cui, nel parlar famigliare, il suffisso verbale può essere omesso, e il verbo nel modo indicativo può essere ridotto alla semplice forma radicale, come fu già detto, cfr. § 34. § 72. L'esame degli elenchi I, V, X permette di stabilire che il suffisso -š = -si corrisponde a -mer 'certamente', ma con maggior forza asseverativa. Perciò le numerose forme verbali con detto suffisso (anche quelle dell'elenco VII, n. 5-6 e IX, n. 1) sono tutte forme originariamente asseverative-enfatiche. Di esse, quelle che sono seguite da ma 'tu', mai 'voi' e sono dette con tono di comando, vengono tradotte da noi con un proibitivo 'non fare, non parlare', ecc; Non è possibile sapere quale esatto valore abbiano presso gl'Indi queste espressioni, però è certo che equivalgono a una proibizione; ma originariamente furono senza dubbio locuzioni affermative. Il trapasso logico è questo: tu vuoi certamente fare o stai certamente facendo questa cosa, ma tu sai che questa cosa non si deve fare, quindi non farla! Si cfr. anche § 38. § 73. Fra il soggetto e il suo attributo, come anche fra l'oggetto e il suo attributo possono essere interposte alcune o tutte le altre parti della proposizione: konkerne k-jen, kokóš, omč 'duro da(mmi), o Kokóš, pettine', ossia Kokóš, da(mmi) un pettine duro' Si vedano come esempi anche le frasi n. 24, 40 e 46 del § 60, n. 7 del § 62 e n. 24 del § 63; ma, contemporaneamente a maχes kmen igwa ainá kams 'tutti riposiamo noi quest'oggi', dicono anche kmen igwa maχes ainá kams 'riposiamo noi tutti quest'oggi'. § 74. La notevole varietà di costruzioni dimostra - come era da prevedersi - che l'Indio non s'assoggetta a regole rigide e fisse, ma s'allontana dalle costruzioni più comuni e da altre regole sintattiche quando il contesto del discorso e le circostanze tolgono ogni incertezza sul valore grammaticale delle singole parti della proposizione. Anzi queste costruzioni meno regolari servono a mettere in maggior evidenza le parole più importanti. IL PERIODO § 75. Il periodo è quasi sempre formato da proposizioni indipendenti che si susseguono senza congiunzioni. Quando sono indicate due azioni, una causa dell'altra, gl'Indi ne fanno due proposizioni che si susseguono senza alcuna indicazione di dipendenza. Kešips musten ečen, másenken 'Kešips dormire desidera, (perché) ha sonno' šetel mer arvén, ejón Kokóš 'sdrucciolevole (è) la terra, (perciò) teme Kokóš ma-t-ejón, čoun čete-i-ón 'tu hai paura, sei spaventato, (perciò) acqua bevi' viek-sepen na, vieχ-orχen art 'litigano le donne, (e) si percuotono col bastone' ia-ni ma juχen, ma-ni karpa-són 'io da te parto, (poiché) tu non dài (oggetti)' ma-ni četr, ma-ni karpa-són 'tu (sei) egoista, (perché) tu non dài (oggetti)' Kokóš korpe, igwat-t áiken 'Kokóš ha vergogna, (perché) noi lo guardiamo' koχ-čeré k-čen, ipen 'in piroscafo viaggiare, è brutto' kar aimnón eken, al šin 'molte cose fare (facendo), la testa duole' viek-šén Óšmota, Čaniuta, igwa-t vin sik, Kokóš 'lottano fra loro (si afferrano vicendevolmente) Óšmota e Čaniuta, noi li deridiamo certamente (non è vero?), Kokóš' ačen uli, očen 'togli il vestito (per) lavarlo' kiskajuk olič jamẹr šión, igwa ójepen 'quando bello (sarà) questo cielo (tempo), noi andremo alla caccia del guanaco' olič šión makón, igwa kareken '(se) bel tempo (sarà) domani, noi lavorereremo. § 76. Vere proposizioni oggettive dipendenti si hanno con i verbi: ajen, ečen 'volere, desiderare', čačen 'non volere', enen 'andare'; la proposizione dipendente è premessa al verbo della proposizione principale, e il verbo di quella è ridotto alla sola radice: ia-ni χowen jer-čen 'io degli antenati parlar(ti) desidero' mi diceva l'Indio Minkiól česk-ečen kerper 'morire desidera (sta per morire) il pappagallo' ia-ni čet-enen 'io a prendere acqua vado' ia-t pai-ajen 'io portarlo via desidero'. § 77. Altre proposizioni oggettive dipendono dai verbi jer, josen 'dire', per esempio: Wellington, čon josen, tulaken 'Wellington, gli uomini dicono (che è) un poltrone, noi diremmo 'gli uomini dicono che Wellington è un poltrone' Kokóš jen, ma-t-jér, oliočen '(che) Kokóš porti, tu hai detto, il sapone', cioè 'tu hai detto che Kokóš porti il sapone' ma-ni kaitrén enen jer 'tu (che) a pattinare vai hai detto' cioè 'tu hai detto che vai a pattinare' kóinčén, Kokóš jer '(il rosario serve per) contare (le Ave Maria), Kokóš disse', cioè 'Kokóš disse che il rosario serve per contare le Ave Maria'. § 78. Il verbo tel 'dire, riferire' l'ho udito solo al modo imperativo in frasi come ma-ni Kokóš tel 'tu a Kokóš di(-llo); entra anche nella composizione del verbo kasi-tel-en 'tartagliare'. § 79. Il verbo tis 'disse, dissero delle parlate dirette si pospone alla parlata se è una breve frase: "mak čan skotten iá", tis '" il tuo idioma raccolgo io" , disse', cioè 'disse: "io raccolgo parole del tuo linguaggio"' "mai aimeré" tis Kokóš ' "voi (siete) cattivi , disse Kokóš' "tul-olčen igwa", tis Kešips 'buoni (siamo) noi , disse Kešips'. § 80. Il verbo (?) t-an 'essere l'agente d'un'azione si pospone sem pre al soggetto come le posposizioni: ciò fa dubitare che non sia un verbo, ma una particella, tuttavia si traduce bene con 'fu, è stato': vis-tá(n) ipr tejál oppure visne-tán ipr ten 'il cane fu (che) la carne mangiò' kones-tán ipr χ amín? Kešips-tán 'chi fu (che) la carne rubò? Kešips fu' kones-tán χáuχe kéue-s? ia-tán 'chi fu (che) la legna tagliò? io fui' kones-tán? i-tán, i-án, i-če-tán 'chi fu? io fui, mio zio fu'. La forma i-án 'io fui', accanto a i-tán, ia-tán manifesta che tan va analizzato t-an. Il vocabolo kwaki-tán 'ammalato, essere ammalato' potrebbe in origine essere una frase 'è il kwaki che agisce, ciò in relazione colla credenza degli Indi che la malattia sia prodotta da uno spirito kwaki, kaš-pe-i 'che abita dentro' al malato. NOTE: (1) Per esigenze tipografiche sostituirò la traduzione delle particelle avverbiali mer, šai, š, che valgono 'certamente, di sicuro, veramente' con un punto ammirativo del carattere tondo. (2) In questa frase l'oggetto del verbo ajen è una proposizione oggettiva; s'incontrano anche in altri casi simili. (3) Sta invece di kašken 'bocca'. (4) In questa e in altre costruzioni (cfr. §§ 60, 63, 65) Il soggetto - specialmente se è pronominale - ha il suffisso -ni (raramente prefisso ni-) quando può sorgere il dubbio sulla funzione di soggetto, quindi è un vero indice del soggetto. Lo indicherò nella traduzione con un punto ammirativo del carattere corsivo. Anche mer talvolta acquista la stessa funzione di indice del soggetto. (5) Questo vocabolo lett. significa 'notte', ma qui significa 'ieri sera, stanotte'. (6) Nel frasario ho trovato anche un'altra proposizione: k'avren-i-men 'afferra le immagini (che sfuggono dal libro)', in cui un elemento -i- è interposto fra il verbo nella forma infinitiva -en e l'oggetto, che in questi casi è posposto al verbo. Vi è chi analizza ačen-ni-meč e k'i-avren-ni-men. Se questa analisi fosse la giusta, in questi casi eccezionali -ni- avrebbe una funzione diversa da quella indicata nella nota del para grafo precedente. (7) Ha valore partitivo: 'tu hai del fango bianco (ekel) per dipingere il corpo?' (8) Il significato primitivo di jen è 'dare', ma qui significa 'vendere'. (9) Cioè: 'portaci in spalla?. (10) Cioè: 'quello specchio dallo a noi'. (11) Però ha il senso di: 'non venire, c'è pericolo'. (12) Cioè: 'porta qua questo secchio'. (13) Ossia: 'taglia anche quest'altro'. (14) kami è il nome indigeno šelknám del Lago Fagnano. (15) Si potrebbe analizzare pe-i-án, in cui pe-i sarebbe la radice del verbo pe-n aumentata dell'elemento i (cfr. § 43), e -an potrebbe essere un altro suffisso per formare il futuro.. (16) Questa voce en è la radice del verbo en-en 'andare'. (15) Cioè: 'nella tua capanna'. (16) Cioè: 'nella capanna, in casa'. (17) In questa proposizione elittica è sottinteso il soggetto. (18) Cioè: 'di chi è questo specchio?'